sabato 30 maggio 2020

ROVIGO, RIAPERTURA DEGLI STADI: SANIFICAZIONE E CONTROLLI

A Rovigo, come in altri luoghi, vige la sospensione sino al 14 giugno 2020 degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina. Entro quella data dovranno essere sanificati tutti i luoghi, tribune comprese, dove è prevista la presenza del pubblico e degli atleti. Naturalmente, dovrà essere anche garantita l’osservanza di tutte le disposizioni in materia delle Autorità preposte.
Suppongo sia prevista la predisposizione di strumenti di controllo del distanziamento sociale, fino alla completa scomparsa del pericolo costituito dal “Coronavirus”; controlli da effettuarsi visivamente da personale preparato ed istruito ed anche a mezzo di “droni”, come già avvenuto ed autorizzato dall’ENAC     l'Ente nazionale per l'aviazione civile.
Nel video di questo post un mio contributo scherzoso. La zona è il Viale Tre Martiri nei pressi dello Stadio Gabrielli. Ad Est, riprese parte delle strutture dei Vigili del Fuoco, l’ex Ufficio Iva ora sede della CISL, la grande rotonda con la Cittadella Sanitaria (ex Seminario), il nuovo carcere. A Sud-Ovest, riprese l’entrata dello Stadio, le vecchie e storiche tribune ed i giganteschi platani.
Pino Schiesari

lunedì 11 maggio 2020

TELEMEDICINA, DIABETE E CORONAVIRUS


TELEMEDICINA, DIABETE 

E CORONAVIRUS

COMUNICATO DELL'ASSOCIAZIONE DIABETICI DI ROVIGO

La telemedicina è l'insieme di tecniche mediche ed informatiche che permettono la cura di un paziente a distanza o più in generale di fornire servizi sanitari a distanza. Ad anticipare i tempi per sperimentare questa tecnica di assistenza a distanza è stata l’attuale emergenza del Coronavirus.

Purtroppo, anche se nella Provincia di Rovigo la situazione è migliore rispetto alle altre provincie del Veneto e del resto d’Italia, la Regione ha decretato la sospensione di tutte le attività ospedaliere ed Il Centro Antidiabetico dell’ULSS5, ha dovuto sospendere le visite programmate.






Tuttavia, al fine di ridurre i disagi degli utenti e le prevedibili difficoltà per recuperare le visite “sospese” nei mesi futuri, come risulta dal documento inviato a questa Associazione dal Dr. Francesco Mollo, responsabile del Centro, sono state attivate durante la “Fase 1” procedure a distanza anche per gestire varie situazioni e casi di urgenza non differibili di controllo glicemico inadeguato o presenza di effetti collaterali da farmaci diabetologici che richiedevano un cambio di terapia non procrastinabile.



Si tratta di procedure previste dalle “Raccomandazioni per la realizzazione in remoto delle visite di controllo ambulatoriali programmate nei centri di diabetologia che già seguono le persone con diabete, comunicate alle Istituzioni Regionali dalle Società Scientifiche nazionali SID ed AMD del 28/03/20 e fatte proprie anche dalle relative Sezioni regionali Veneto-Trentino-Alto Adige con lettera alla Regione Veneto del 24.03.20.



Il periodo di sospensione della normale attività ha creato difficoltà di gestione delle visite sospese. Pertanto, nella “Fase 2”, è stata prevista la prosecuzione dei contatti a distanza, naturalmente ove possibile, a partire dall’11 maggio ’20 fino al 31 maggio ’20, con specifica disciplina, come risulta nel documento stesso disponibile nel seguente link che può essere scaricato:

L’Associazione Diabetici di Rovigo prende atto e ringrazia il personale medico del Centro Antidiabetico di Rovigo per quanto riuscirà a fare per andare incontro alle necessità di assistenza delle persone con diabete nel periodo dell’emergenza Covid-19 e dopo.



Nelle fasi che seguiranno dopo il 31 maggio, è necessario il ripristino della normale attività del Centro, specialmente per le persone anziane e loro famiglie che non sono in grado di gestire la malattia. Non deve venir meno il rapporto con il diabetologo e il rafforzamento delle risorse umane in grado di gestire in modo autonomo la cura dei pazienti, in particolare coinvolgendo i medici di medicina generale, autorizzandoli a prescrivere tutte le medicine necessarie, assegnando maggiori mansioni al personale infermieristico ed utilizzando i farmacisti.



La tecnologia comunicativa dovrà essere introdotta gradualmente sfruttando le applicazioni individuali già utilizzate da molti pazienti, ma il rapporto con gli specialisti, i medici ed il personale infermieristico deve continuare.  Auspichiamo che fino al momento della totale sconfitta del nuovo “Coronavirus” non si dimentichi che il diabete provoca gravi complicazioni e conseguenti problemi che tutti conosciamo.

ASSOCIAZIONE DIABETICI DI ROVIGO 

IL PRESIDENTE 

 MARIO MARTIN   

lunedì 4 maggio 2020

CORONAVIRUS - QUANDO SAPREMO TUTTO ?


CORONAVIRUS QUELLO CHE CONOSCIAMO E CIO’ CHE NON SI SA ANCORA

Oggi 4 maggio 2020 inizia la Fase 2 per la prevenzione e gestione dell’emergenza Coronavirus. Siamo da pochi giorni nella fase discendente della curva dei contagi, ma non è finita l’emergenza. Si spera che altre due settimane possano ulteriormente migliorare la situazione in modo che possano essere ulteriormente allentate le misure restrittive degli spostamenti.
Abbiamo ripreso dal sito del Ministero della Salute il testo che segue sulla trasmissione, la prevenzione e il trattamento, che in sintesi riguarda la conoscenza di questo nuovo coronavirus e le cautele per prevenire il contagio, mentre per quanto riguarda il trattamento dobbiamo solo sperare in una sollecita produzione di un vaccino che neutralizzi il virus non essendo sufficienti le cure attuali che riguardano infezioni e sintomi.
Il capitolo che riguarda la “prevenzione”, fino ad oggi, ha richiesto le disposizioni del Governo, che tutti conoscono, incentrate sul distanziamento sociale, sui blocchi degli spostamenti, sulle mascherine, sulla disciplina del lavoro, con blocchi di molte attività non essenziali, che ora ripartono o che ripartiranno nel corso dei prossimi giorni.
Due mesi di notizie sempre più allarmanti, contagi in continua crescita, strutture sanitarie in difficoltà, migliaia di decessi di anziani negli ospedali, nelle case di risposo, nelle famiglie; il sacrificio di tanti medici e persone addette all’assistenza.
Da alcuni giorni la curva dei contagi decresce e decrescono anche gli altri numeri; ma non è finita l’emergenza e ci attendono ancora giorni di incertezze.  



  < 1 >/6 LA RIVINCITA DEL DIVANO. L'artista Nello Petrucci ha realizzato quest'opera a Pompei, dove vive e lavora, su un muro nei pressi del Centro commerciale La Cartiera, nella notte tra il 10 e l'11 marzo. Intitolata Sweet Home, ritrae i Simpson con mascherine davanti alla Tv per rilanciare l'invito a stare a casa (Stay Home). Il cupo incappucciato in transito davanti al quadretto familiare è Nello Petrucci.| NELLO PETRUCCI
18 APRILE 2020 - GIOVANNA CAMARDO



L'epidemiologia per la sanità pubblica

 

Trasmissione

I coronavirus umani si trasmettono da una persona infetta a un’altra attraverso:
  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi
  • una contaminazione fecale (raramente).
Nuovo coronavirus SARS-CoV-2: il punto sui meccanismi di trasmissione
Sulla base dei dati al momento disponibili, l’OMS ribadisce che il contatto con i casi sintomatici (persone che hanno contratto l’infezione e hanno già manifestato i sintomi della malattia) è il motore principale della trasmissione del nuovo coronavirus SARS-CoV-2.

L’OMS è a conoscenza di una possibile trasmissione del virus da persone infette ma ancora asintomatiche. In base a quanto già noto sugli altri coronavirus (ad es. MERS-CoV), sappiamo che l’infezione asintomatica potrebbe essere rara e che la trasmissione del virus da casi asintomatici è possibile, ma non frequente. Sulla base di questi dati, l’OMS conclude che la trasmissione da casi asintomatici probabilmente non è uno dei motori principali della trasmissione del nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Tuttavia, molti studi sono in corso per ampliare le conoscenze sulle modalità di trasmissione di SARS-CoV-2.

Trattamento
Non esistono trattamenti specifici per le infezioni causate dai coronavirus e non sono disponibili, al momento, vaccini per proteggersi dal virus.

Riguardo il nuovo coronavirus SARS-CoV-2, non esistono al momento terapie specifiche, vengono curati i sintomi della malattia (così detta terapia di supporto) in modo da favorire la guarigione, ad esempio fornendo supporto respiratorio.

Si ricorda che l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) fornisce sul proprio sito informazioni sui farmaci utilizzati al di fuori delle sperimentazioni cliniche, come quelli commercializzati per altre indicazioni che vengono resi disponibili ai pazienti, pur in assenza di indicazione terapeutica specifica per il COVID-19, sulla base di evidenze scientifiche spesso piuttosto limitate. Consulta la pagina dedicata sul sito AIFA.

Prevenzione
È possibile ridurre il rischio di infezione, proteggendo sé stessi e gli altri, seguendo alcuni accorgimenti:

Proteggi te stesso
Lavati spesso le mani (dopo aver tossito/starnutito, dopo aver assistito un malato, prima durante e dopo la preparazione di cibo, prima di mangiare, dopo essere andati in bagno, dopo aver toccato animali o le loro deiezioni o più in generale quando le mani sono sporche in qualunque modo).

In ambito assistenziale (ad esempio negli ospedali) segui i consigli degli operatori sanitari che forniscono assistenza.

Proteggi gli altri
  • Se hai una qualsiasi infezione respiratoria copri naso e bocca quando tossisci e/o starnutisci (gomito interno/fazzoletto).
  • Se hai usato un fazzoletto buttalo dopo l’uso.
  • Lavati le mani dopo aver tossito/starnutito.


< 2 > / 6 CHI SI SENTE IN GABBIA? Lo street artist Harrygreb ha realizzato quest'opera a Trastevere, a Roma. Un ritratto di famiglia in gabbia, naturalmente con mascherine, intitolato Human Family, e a fotografare gli umani, un panda (per una volta davanti alle sbarre anziché dietro). «Ho voluto rappresentare il disagio che una famiglia sta vivendo in questi giorni: la casa è la gabbia», ci racconta Harrygreb, «e immaginare che la realtà sia ribaltata, con gli animali che fotografano la specie umana come se fossimo noi nello zoo.»| HARRYGREB
18 APRILE 2020 | GIOVANNA CAMARDO



Nel sito di FOCUS abbiamo trovato questo 

articolo con quello che c'è da sapere
Covid-19: le 8 cose che ancora non sappiamo
Terapie, sintomi, immunità, origine: alcune delle domande ancora aperte e delle incertezze epidemiologiche sulla COVID-19, la malattia da coronavirus.

COVID-19: quello che sappiamo di non sapere


Da febbraio non parliamo praticamente d'altro che di coronavirus. Ormai sono molte le caratteristiche del patogeno che abbiamo imparato a conoscere, in questo inaspettato capitolo di Storia. Ma altrettante sono le domande che restano aperte, e che troveranno risposta soltanto a emergenza conclusa. Abbiamo provato a riassumere alcuni di questi dilemmi irrisolti qui sotto. Ecco che cosa ancora non sappiamo sulla COVID-19.

1. QUALI FARMACI FUNZIONANO E QUALI NO. In attesa di un vaccino contro la COVID-19, ci sono grandi aspettative per le sperimentazioni di diversi farmaci antivirali già in commercio che sono stati precettati nella lotta al coronavirus. I test più promettenti, appoggiati dall'OMS con il trial clinico globale Solidarity, riguardano il farmaco anti Ebola Redemsivir, i cui primi risultati sono attesi per la metà di aprile; ma anche gli antimalarici clorochina e idrossiclorochina, e i farmaci contro l'HIV Ritonavir e Lopinavir (da soli o in combinazione con interferone beta). Altri farmaci, come il Tocilizumab, normalmente usato contro l'artrite reumatoide, stanno dando risultati promettenti non come antivirali, ma per lenire i sintomi dovuti alle tempeste di citochine (la risposta immunitaria esagerata dell'organismo all'attacco virale), come la polmonite interstiziale che colpisce i pazienti con COVID-19.

Intanto, piattaforme virtuali open source stanno testando milioni di combinazioni di molecole per inviduare le più promettenti contro la COVID-19 e farle approdare alla sperimentazione in vitro. Mentre negli ospedali si sperimentano con buoni risultati le infusioni, nei pazienti più gravi, di plasma estratto dal sangue dei guariti o dei convalescenti.

2. PERCHÉ SI È DIFFUSO COSÌ TANTO IN LOMBARDIA. Alcune ragioni epidemiologiche sono forse da cercare nell'alta densità abitativa e nella vocazione industriale della regione; altre, oggetto delle inchieste giornalistiche di questi giorni, nelle chiusure ritardate di alcune zone ad alta produttività (poi divenute epicentro dell'epidemia, come alcuni comuni della Bergamasca) e nella cattiva gestione di pazienti e personale tra ospedali e RSA. Nell'emergenza si è poi scelta la strategia di moltiplicare le terapie intensive a scapito della medicina sul territorio, scelta che condizionato il numero di tamponi sui malati alla comparsa dei primi sintomi, ritenuto insufficiente. Di conseguenza, troppi sono arrivati in ospedale in una fase già critica della malattia, e da malati hanno contagiato i familiari.

In molti hanno parlato della partita Atalanta-Valencia del 19 febbraio a San Siro come "bomba biologica" che ha messo a stretto contatto 40 mila persone, dando modo al virus di circolare liberamente tra gli spalti. Da alcune settimane ci si chiede, infine, se l'inquinamento atmosferico sulla Pianura Padana possa aver favorito la diffusione dell'infezione in Lombardia ed Emilia Romagna.

3. PERCHÉ COLPISCE IN FORME COSÌ DIVERSE. All'inizio si parlava quasi esclusivamente delle persone anziane e con malattie pregresse, per identificare i più a rischio. Oggi sappiamo che questa fascia è la più a rischio, ma che sempre più spesso in ospedale arrivano quarantenni e cinquantenni, e che in Europa si sono verificati decessi anche tra adolescenti e bambini. Non è chiaro se vi siano i fattori, oltre ad età e condizioni di salute, che predispongano a una forma più grave di COVID-19; non sappiamo se la dose infettiva con cui ciascuno entra in contatto abbia qualche effetto nella gravità dei successivi sintomi, né se contino di più il tempo di esposizione al contagio o il numero di persone positive con le quali si è entrati in contatto. Le donne sembrerebbero incorrere meno frequentemente degli uomini sia nel contagio, sia in forme più gravi della malattia, ma la ragione non è ancora nota.



< 3/6 > NIENTE PIÙ BACIO. In tempi in cui i saluti si devono fare a distanza, cambia anche il celebre Bacio: gli amanti appassionati della tela di Francesco Hayez, conservata alla Pinacoteca di Brera, sono stati dotati di mascherina e Amuchina, simboli della paura del virus. La rivisitazione del dipinto ottocentesco è apparsa a Milano a fine febbraio: come tutte le opere presentate qui è uno stencil, tecnica comune per questa forma di arte, realizzata dallo street artist Tvboy. Il titolo dice tutto: L'Amore ai tempi del Co…vid-19. L'opera è stata però vandalizzata strappando via maschere e gel igienizzante, come si vede nel riquadro in basso.| TVBOY
18 APRILE 2020 | GIOVANNA CAMARDO

4. IL LEGAME CON IL CLIMA E L'UMIDITÀ. Le speranze che l'estate possa arginare la COVID-19 si stanno affievolendo con il passare delle settimane, ma alcuni studi sostengono che il clima mite e l'elevata umidità possano rallentare la diffusione dell'infezione, forse interferendo con l'integrità strutturale del virus. Se anche fosse, si tratterebbe però soltanto di un lieve vantaggio in termini di tempo e non certo di un fattore protettivo o di un'immunità. L'unica certezza per il momento è che la pandemia ha fatto saltare la COP26 di Glasgow, la conferenza sul clima di novembre 2020.

5. IL TASSO DI LETALITÀ. Quante tra le persone con COVID-19 muoiono? È la domanda che ci poniamo dall'inizio dell'epidemia e alla quale, finché non saranno effettuati test sierologici degli anticorpi che chiariscano quanti sono stati realmente i contagi, non sapremo rispondere. Fin dall'inizio è stato chiaro che i numeri forniti dal quotidiano bollettino della Protezione Civile non sono quelli reali dell'epidemia, e che sull'alta letalità del virus in Lombardia ha influito un'altissima percentuale di casi sommersi, perché sintomatici e non testati o perché asintomatici.



< 4 > / 6 IL GEL DEL MOMENTO. Lo street artist bresciano che si firma Future? ha fatto apparire i suoi stencil a Brescia, dedicati alla corsa al gel per igienizzare le mani. L'opera - Your prevention, their profit - fa riferimento alle speculazioni sui prezzi di disinfettanti e mascherine.| FUTURE?
18 APRILE 2020 | GIOVANNA CAMARDO

6. SI DIVENTA IMMUNI? E PER QUANTO? In Italia, l'unica immunità di gregge che abbiamo testato è stata quella comportamentale: scegliendo di rimanere a casa ci siamo protetti l'un l'altro impedendo al virus di circolare liberamente e riproducendo - con molti sacrifici - l'effetto ricercato nei vaccini. Nei guariti si trovano anticorpi neutralizzanti che impediscono al SARS-CoV-2 di propagarsi tra le cellule, ma al momento non è chiaro quanto duri questo effetto: lo sapremo solo ripetendo più volte i test degli anticorpi sui sopravvissuti all'infezione. In mancanza di dati certi, l'idea che si possa contrastare il virus semplicemente espondendo la popolazione alla COVID-19 e contando sull'effetto protettivo dei guariti suona più che altro come un cinico esperimento sociale.

7. QUALI ORGANI COINVOLGE. In principio si parlava dei soli sintomi polmonari, poi sono emerse evidenze sui danni della COVID-19 al sistema cardiovascolare. Sappiamo che il virus può colpire i reni, il fegato e il tratto gastrointestinale, mentre stanno emergendo alcuni (più rari) casi di sintomi neurologici come confusione, deliri, crisi epilettiche, infezioni cerebrali. I dati che abbiamo suggeriscono che il virus o la reazione immunitaria ad esso provochino danni multiorgano, ma quali siano questi organi lo si sta apprendendo sul campo, attraverso l'analisi delle esperienze dei pazienti.

8. DA QUANTO È TRA NOI. Se è chiaro che il mercato di animali vivi di Wuhan sia stato legato alla prima, visibile ondata di casi, non tutti gli epidemiologi ritengono che il passaggio del coronavirus da animale a uomo sia avvenuto in quel contesto. Un recente studio su Nature ha ipotizzato che il SARS-CoV-2 possa aver fatto il salto di specie ben prima, e abbia continuato a circolare nell'uomo in una forma innocua, prima di creare le condizioni che hanno provocato l'attuale epidemia.



< 6/6 > SINDROME CINESE. Quest'opera è di inizio febbraio: sembra una vita fa, prima che l'epidemia dilagasse anche da noi. Allora il coronavirus era un problema in Cina, mentre in Italia in molti temevano ed evitavano le comunità e i negozi asiatici. Per puntare il dito contro questi comportamenti l'artista Laika - che si autodefinisce poster artist/attacchina - ha creato quest'opera, apparsa in via Principe Amedeo a Roma, che vuole essere un messaggio di solidarietà con la comunità cinese in Italia. Ritrae una donna cinese con il volto di una ristoratrice nota nel quartiere, Sonia: la scritta recita "C'è in giro un'epidemia di ignoranza... Dobbiamo proteggerci!!!". E, sul cartello, "Je ne suis pas un virus", non sono un virus.| LAIKA
18 APRILE 2020 | GIOVANNA CAMARDO

Link di Focus per street art


venerdì 24 aprile 2020

IL MANIFESTO DEI DIRITTI E DEI DOVERI DELLA PERSONA CON DIABETE


IL MANIFESTO DEI DIRITTI E DEI DOVERI DELLA PERSONA CON DIABETE
In questo momento di ripensamento e revisione del Sistema Sanitario, il "Manifesto dei diritti e dei doveri delle persone con diabete" può rappresentare un'ottimo strumento da cui partire per verificare le aree di intervento. In tal senso, il documento ha subito una revisione legata all'attualizzazione del testo in riferimento alle modifiche intercorse negli anni.
E' stato inoltre aggiunto un riferimento di grande attualità al diabete in relazione alle pandemie.
https://drive.google.com/file/d/1e6SM9BlqE-dSlsW3-JtALnVlT0Oz-I1P/view?usp=sharing

domenica 19 aprile 2020

DIABETE, UN VIDEO AL GIORNO TOGLIE IL CIARLATANO DI TORNO



Dieci video sul cibo 

dalla pagina FB del Prof. Enzo Bonora


Enzo Bonora è professore ordinario di Endocrinologia dell'Università di Verona e dirige il reparto di Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del Metabolismo della AOUI (Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata) di Verona. È medico, docente e ricercatore. È stato presidente della S.I.D. (Società Italiana di Diabetologia).

Il Prof. Bonora ha pubblicato altri video con tema l’alimentazione, ma questa serie rappresenta un vero e proprio video-trattato sull’argomento. La suddivisione in capitoli come fossero altrettante lezioni utili ai diabetici, agli studenti ed ai medici. Lo spunto per pubblicare questi video è stato spiegato nel primo capitolo. Ma lasciamo allo stesso prof la spiegazione.

Per completare l’argomento, in calce al post abbiamo copiato un articolo pubblicato nel sito Web di A.M.D. - Sezione DIABETE, NON GRAZIE   https://aemmedi.it/contenuti/raccomandazioni-per-mangiare-meglio/ 

Raccomandazioni per mangiare meglio
L’ultima edizione delle Raccomandazioni ADI-AMD-SID sulla terapia nutrizionale della persona con diabete rappresentano una opportunità anche per chi vuole alimentarsi in modo più attento e consapevole, come spiega Giuseppe Marelli, il coordinatore del gruppo che ha redatto il documento.

I VIDEO DEL PROF. BONORA:































Giuseppe Marelli
responsabile della SSD Diabetologia Endocrinologia e Nutrizione Clinica dell’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate.

L’alimentazione è il centro sia per prevenzione sia per la gestione del diabete in ogni sua forma. Per questo riveste particolare importanza l’uscita, all’inizio del 2015 del documento La terapia medica nutrizionale del diabete mellito. 
Si tratta di un testo molto dettagliato (170 pagine) di Raccomandazioni in tema di nutrizione nel diabete mellito, elaborato dal Gruppo di studio intersocietario ADI-AMD-SID.

La redazione di questo documento, punto di riferimento per i medici che trattano persone con diabete è stata affidata a un gruppo di esperti nominati dalla Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, dalla Associazione Medici Diabetologi e dalla Società Italiana di Diabetologia. Il lavoro è stato coordinato da Giuseppe Marelli, responsabile della SSD Diabetologia Endocrinologia e Nutrizione Clinica dell’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate.

Cosa è cambiato rispetto alla edizione precedente delle 

Raccomandazioni?

L’edizione precedente era del 2004 una revisione era quindi necessaria, sia per accogliere l’evoluzione avvenuta in questi ultimi 10 anni nella ricerca scientifica, sia per affrontare nuovi temi come l’alimentazione della persona con diabete in ospedale, compresa la nutrizione artificiale e parenterale, i particolari fabbisogni nutrizionali nella persona anziana con diabete, sia la dieta della persona con diabete extracomunitaria, i rapporti tra nutrizione e attività fisica. Si è cercato inoltre chiarire alcune problematiche come ad esempio le diete a diverso contenuto di carboidrati e il ruolo delle proteine. Abbiamo anche cercato di dare risposta alle domande che nascono dall’evoluzione del mercato, pensiamo ai nutraceutici, i prodotti alimentari elaborati in modo da rispondere a esigenze sanitarie specifiche, e delle ‘diete’ più pubblicizzate, la dieta a zona per esempio.

Che indicazioni può trarne la persona o il medico interessato a 

prevenire il diabete?

Si tratta di un documento scritto da medici e per medici: si parla di terapie e quindi di persone già diagnosticate per diabete. Tuttavia è leggibile anche in una visione di prevenzione, del diabete, per tutte quelle persone che hanno un forte rischio genetico, o perché in forte sovrappeso o in presenza di un pre-diabete: i concetti non cambiano molto e il linguaggio usato è molto semplice. In particolare segnalerei i capitoli dove si parla di bilancio energetico, di peso corporeo e calcolo del fabbisogno calorico.

Esiste una ‘dieta per diabetici’?

No. In linea generale le raccomandazioni previste per una persona con diabete senza problemi specifici non di discostano molto da quella previste per le persone che hanno a cuore la propria salute. Il discorso è diverso se al diabete si affiancano comorbilità o complicanze. Ad esempio una persona con ipertensione dovrà ridurre ulteriormente l’apporto di sale, una seria nefropatia richiede più attenzione ancora una volta al sale e alle proteine. E così via.

I medici hanno perso da tempo il monopolio dell’informazione in campo dietetico. Circolano sulla stampa, sul web e in televisione informazioni e inviti ad adottare ad esempio diete povere di carboidrati e ricche di proteine per non prendere peso, o inviti a ridurre l’indice glicemico degli alimenti. Sono indicazioni corrette?

Queste indicazioni vanno raccolte con molta attenzione. Bisogna essere chiari su questo. Primo: una ‘dieta’ deve essere sostenibile sul lungo termine. Qualunque restrizione alimentare fa perdere peso sul breve termine. Ma in pochi mesi il peso perso ritorna. Secondo: l’alimentazione ideale deve comprendere tutti i principi nutrizionali: carboidrati, fibre, grassi e proteine in modo equilibrato. Un’alimentazione troppo povera di carboidrati: meno di 130 grammi al giorno, o di grassi o di proteine porta alla malnutrizione e a squilibri. Ciò detto, alcuni concetti che circolano possono essere validi. Fare attenzione all’indice glicemico degli alimenti ad esempio è una buona idea soprattutto in una logica di prevenzione del diabete. È un fatto che riso patate e zuccheri semplici stimolano un picco di produzione insulinica e questa insulina in circolo fa ingrassare. Bisognerebbe però aggiornare le tabelle sugli indici glicemici che sono vecchie e troppo discordanti.

Quali sono le quote ideali fra i ‘macronutrienti’?

Questa versione delle Raccomandazioni contiene delle novità, abbiamo cambiato la distribuzione di grassi e carboidrati. I carboidrati devono essere sempre presenti nella dieta e rappresentare dal 45 al 60% dell’introito energetico totale. Per quanto riguarda i grassi essi devono rappresentare al massimo il 35% dell’introito calorico giornaliero, con particolare riguardo alla quota dei grassi saturi (quelli “cattivi”) che deve essere inferiore al 10%. Per le proteine è raccomandato un introito tra gli 0,8 1 1,0 grammi per chilo di peso corporeo.

Cosa significa in concreto?

Per quanto riguarda i carboidrati ad esempio se una persona non in sovrappeso può assumere circa 2000 calorie al giorno., significa che ogni giorno potrà mangiare pane, pasta, riso, patate, legumi per un totale di 900-1200 calorie al giorno. Se non si esagera con le porzioni e ci si limita negli zuccheri semplici è un obiettivo raggiungibile senza sacrifici.

Come sono valutate le diete iperproteiche?

La famosa dieta a zona non chiede di abbandonare i carboidrati ma di limitarli al 40% dell’introito energetico. Visto che le nostre Raccomandazioni parlano del 45-60% non siamo poi tanto lontani. Il diavolo però sta nei dettagli. Quali proteine? Se quella quota di proteine è raggiunta mangiando salumi e carni rosse non va tanto bene. Se invece parliamo di proteine in gran parte vegetali, allora si. Stesso discorso per i grassi. Occorre ridurre drasticamente i grassi di origine animale (saturi) e sostituirli con quelli ottenuti da fonte vegetale o dal pesce (monoinsaturi, polinsaturi, omega 3 e omega 6).

Aumentano le intolleranze e le allergie. Questo espone al 

rischio di malnutrizione?

Sono davvero molte le persone che lamentano intolleranze per esempio ai latticini, o vere e proprie malattie come la celiachia. Per fortuna il mercato propone oggi una gamma ampia di alimenti senza lattosio e senza glutine. La filiera alimentare-distributiva ha sicuramente molte ‘colpe’ ma sa reagire all’evoluzione della domanda. Prendiamo gli alimenti integrali ad esempio. Ieri erano considerati di seconda scelta e seminascosti negli scaffali. Oggi prezzo, packaging e collocazione della pasta integrale ad esempio sono allo stesso livello della pasta raffinata. Si è anche trovato il modo di lavorare le farine integrali in modo da ridurre il colore scuro che allontanava parte dei clienti.

Più di metà della popolazione europea deve perdere peso. 

Ci sono risposte farmacologiche a questa domanda?

Premetto che il tema come tale non è stato affrontato nelle Raccomandazioni. Fino ad ora nulla di valido. Recentemente è stato approvato l’uso degli analoghi del Glp-1 che potrebbero dare un contributo. Ma vale in sede di prevenzione quello che vale in sede di terapia. Dell’obesità o del diabete: in mancanza di una modifica delle abitudini alimentari nessun farmaco e nessuna opzione chirurgica raggiunge l’obiettivo sul medio termine.

Si può dire che sta cambiando il modo di vedere il paziente obeso? C’è maggiore attenzione alle componenti strutturali del problema così come a quelle genetiche?

Si, forse ieri si tendeva a vedere l’obesità soprattutto come conseguenza di scelte individuali non appropriate. Insomma era ‘colpa’ del paziente. Oggi siano sempre più coscienti degli aspetti genetici e del contesto obesiogeno generale. 
Guardiamo alle porzioni, alle pubblicità, ai famosi panini di certe catene, i quali apportano 900-1000 calorie l’uno. Siamo più coscienti dell’effetto della deprivazione economica e culturale sulle scelte alimentari. E soprattutto alla riduzione della attività fisica richiesta. Cinquanta anni fa si assumevano 2000 calorie al giorno ma se ne spendevano mille per l’attività fisica: pensiamo alle mansioni lavorative o agli spostamenti a piedi. Le Raccomandazioni ADI-AMD-SID sono molto attente a considerare insieme il ‘dare’ e l”avere’ energetico raccomandando insieme una alimentazione moderata e un esercizio fisico appropriato.