lunedì 18 febbraio 2019

ISCRIZIONI 2019 - ASSOCIAZIONE DIABETICI DI ROVIGO


LA TESSERA: perché e a cosa serve?

ISCRIZIONI 2019



Iscriversi all'Associazione Diabetici di Rovigo significa dare il proprio contributo affinché i progetti e le attività promosse per la cura, la prevenzione e la tutela delle persone affette da diabete o a rischio, possano avere continuità.
L'essere iscritti non vuol dire "appartenere" bensì credere e voler sostenere quello che proponiamo e facciamo nei riguardi di tutta la popolazione.

L’iscrizione si effettua versando la quota di euro 10,00 (dieci) presso la Sede dell'Associazione, sita presso il Centro Antidiabetico di Rovigo - in Viale Tre Martiri, n. 140, nei giorni della settimana in cui la Sede è aperta, dalle ore 10 alle ore 12, normalmente il MARTEDI’ – MERCOLEDI’ – GIOVEDI’. Chi versa di più è socio sostenitore, oppure “donatore”, con diritto allo sconto fiscale.

Si può fare con bonifico bancario sul nostro c/c presso Banca Intesa San Paolo SpA - Filiale Ospedale Civile – Rovigo. Questo è in nostro IBAN – che vale anche per le DONAZIONI

IT 05 V 03069 12214 100000000664

indicando nella causale: iscrizione all’Associazione 
e/o donazione

comunicando i dati richiesti: Nome e Cognome, luogo e data di nascita, indirizzo completo (Cap, Comune, via, numero); il numero telefonico per facilitare i contatti e l’eventuale indirizzo di posta elettronica: e-mail, utilizzando il nostro sito di posta elettronica, oppure i nostri recapiti telefonici.

Si possono iscrivere le persone con diabete, i familiari e tutti coloro che desiderano portare il loro contributo di sostegno alle iniziative dell'Associazione.


I soci dell'Associazione Diabetici di Rovigo diventano automaticamente aderenti alla Federazione Nazionale delle Associazioni Diabetici (FAND) ed acquisiscono i seguenti benefici:


--> ASSICURAZIONE INFORTUNI gratuita per incidenti professionali ed extraprofessionali, (limite di età 80 anni);  --> ASSISTENZA LEGALE --> PRONTOFAND: servizio telefonico attivo solo sabato e domenica dalle ore 9.00 alle ore 18.00, al numero verde 800.82.00.82
--> MATERIALE INFORMATIVO GRATUITO


QUESTI I NOSTRI NUMERI TELEFONICI ED I NOSTRI SITI INTERNET:

Segreteria: 0425.393024 -  Mario Martin – Presidente  339.3311725
Otello Segantin – V.Pres.  335.6349654 - Fedele Riccio – Segret.  335.5386899
e-mail        :  associazionediabeticidirovigo@gmail.com




venerdì 15 febbraio 2019

RIFLESSIONI SULLA “TERAPIA MEDICA NUTRIZIONALE”


RIFLESSIONI SULLA 
“TERAPIA MEDICA NUTRIZIONALE”


Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei


Un modo di dire che riguarda l’alimentazione. Ogni persona ha le sue preferenze, che possono rappresentare la causa di problemi alla salute. 




La risposta è data dall’altro modo di dire 


noi siamo quello che mangiamo

 

I problemi vengono scoperti per caso ed allora sono guai, qualche volta seri

Ecco perché nelle scuole specializzate c’è una materia che si chiama “scienza dell’alimentazione”. 


Ad Adria si insegna “Scienze e cultura dell’alimentazione”.  

Ecco perché ci sono medici specialisti dietologi. 

All’università di Padova, nel Dipartimento di Medicina c’è una Unità Operativa di DIETETICA E NUTRIZIONE CLINICA e negli Ospedali ci sono Unità Operative specializzate. 


A Rovigo si chiama 
“MALATTIE ENDOCRINE, RICAMBIO 
E DELLA NUTRIZIONE”.

Non sempre è il cibo che provoca i guai, ma ugualmente per altre cause sorgono problemi negli organi vitali ed il cibo che mangiamo non va più bene.

Se siamo fortunati ad accorgercene ne parleremo con il nostro medico di medicina generale (in sigla MMG) ed inizierà il calvario. Prima le analisi, poi gli integratori a proprie spese, lo specialista, che consiglia di modificare la composizione dei nutrienti: carboidrati, proteine, grassi. Ci verrà consigliato di integrare Vitamine e Sali minerali, di bere più Acqua rispetto alla sete che non avvertiamo, di rinunciare al vino, di ……, di …… ed infine di ……. Poi le medicine da prendere durante il giorno diventano dieci o più di dieci.


Quando eravamo tutti (o quasi) poveri, mangiavamo cibo da poveri: minestre di fagioli, le tagliatelle fatte in casa, verdure dell'orto e le erbe raccolte nei campi, qualche frutto, il pollo alla domenica, qualche volta il coniglio; il pesce era costituito dal baccalà (stoccafisso ammollato e cotto alla “vicentina”) e quello che si pescava con la canna da pesca, nel vicino Adigetto o in Canalbianco che si raggiungeva "pedalando" per 8-9 chilometri; le sardine acquistate in "Pescheria", quella che a Rovigo oggi è riservata a mostre di pittura. 
Ogni famiglia allevava galline che davano uova tutti i giorni ed aveva conigli alimentati con l’erba raccolta negli argini dei canali; il vino rosso non mancava mai e quando maturava si mangiava l’uva; il pane era quello “nero” (con farina integrale); al mattino nel latte, quello appena munto di giornata, si metteva il pan biscotto del forno a legna, la scorta durava mesi; la polenta gialla era cotta nel focolare (ora lo chiamano caminetto e spesso il fuoco è artificiale); invece il fuoco vero d’inverno aiutava la stufa a riscaldare sia il piano terra che il piano superiore. La stufa serviva per le minestre e gli altri piatti, dava acqua calda e scaldava i "sassi" che avvolti in calze di lana intiepidivano le fredde lenzuola, mentre le "bronze" venivano messe nella "munega" che veniva turnata nei vari letti. Ogni tanto il dolce ma solo nelle feste "grandi", veniva fatto in casa con farina del molino a pietra del "munaro" e le uova di giornata.



Il medico? Quello della Mutua.

Nessun riferimento al film con Alberto Sordi, parodia e molto irriverente nei confronti dei medici di quel periodo. Professionisti seri e preparati che sopperivano alle specializzazioni di oggi. Qui l'immagine la metto per allegerire l'argomento.





Nel ricordare e descrivere l'alimentazione e lo stile di vita di quel tempo e leggere la storia che riguarda la nascita della così detta "Dieta Mediterranea", vien da pensare  che  Ancel Keyssia passato da casa nostra. 


Questo studioso ha indagato gli effetti sull'incidenza epidemiologica di malattie cardiovascolari in una celebre ricerca su sette nazioni, il Seven Country Study.  L'indagine fu condotta su 16 gruppi (coorti) di uomini di età tra 40 e 59 anni in sette Paesi. Una coorte venne arruolata negli Stati Uniti, due in Finlandia, una in Olanda, tre in Italia (in tre comuni rurali del nord, centro e sud, Crevalcore in provincia di Bologna, Montegiorgio in provincia di Fermo e Nicotera in provincia di Vibo Valentia), due in Yugoslavia (ora Croazia e Serbia), due in Grecia (Corfù e Creta) e due in Giappone, per un totale di oltre 12.000 individui. Inoltre venne incluso nello studio un campione di ferrovieri, nella zona di Roma, per rappresentare il gruppo di confronto europeo di un analogo campione di ferrovieri arruolato nel midwest e northwest degli Stati Uniti.

A proposito,  "La dieta mediterranea è un modello nutrizionale ispirato ai modelli alimentari diffusi in alcuni Paesi del bacino mediterraneo (come l'Italia meridionale, la Spagna e la Grecia) negli anni cinquanta del XX secolo, riconosciuta dall'UNESCO come bene protetto e inserito nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell'umanità nel 2010".




Tuttavia, "Tra il 1960 ed il 1996 a Nicotera, secondo quanto emerso in uno studio comparativo, il consumo di lipidi, espresso come percentuale dell’energia, è aumentato dal 23 al 43,6 per cento, mentre il consumo di carboidrati è sceso dal 64 al 44,2 per cento. L’apporto di proteine è rimasto costante, mentre è aumentata la quota proteica derivante dalle carni. Di conseguenza, l’energia totale della dieta è aumentata del 20%, in associazione ad una ridotta attività fisica. La valutazione viene espressa attraverso l’Indice di Adeguatezza Mediterranea che esprime il rapporto esistente in un piano alimentare tra l’energia fornita dai gruppi alimentari appartenenti alla Dieta Mediterranea e l’energia fornita dai gruppi alimentari non appartenenti alla Dieta Mediterranea. L’Indice di Adeguatezza Mediterranea pari a 7,2 nel 1960, è sceso nel 1996 per gli uomini a 2,2 e per le donne a 2,7".
Nello Studio al quale si riferisce questa riflessione non sono disponibili dati più recenti. 


La riflessione di oggi è l’altra faccia della medaglia che si chiama “CORRETTA ALIMENTAZIONE” che in termini medici è chiamata “TERAPIA MEDICA NUTRIZIONALE”, 

termine che dovrebbe significare “cura” e come tale dovrebbe essere interrotta quando non è più necessaria, cioè dopo la guarigione. Ma non è così come, ad esempio, nelle persone anziane che abbiano o non abbiano il diabete.  
In noi anziani (tutti) lo “stato” del corpo ha subito modificazioni a causa dell’invecchiamento di tutti gli organi e funzioni per cui l’alimentazione deve essere modificata e personalizzata, non per una settimana o un mese, per sempre.

La riflessione non vuole assolutamente essere irriverente nei confronti degli studiosi e specialisti del “Gruppo di Studio ADI-AMD-SID Nutrizione e Diabete - Le Raccomandazioni Nutrizionali”, consci che rispetto al passato, negli ultimi 50 anni, la diffusione del benessere, l’organizzazione sociale ed altri fattori, hanno inciso sullo stile di vita, compresa l’alimentazione, divenuta meno salutare rispetto a quella a torto considerata “povera”. 

Sotto questo aspetto vien da pensare che “si stava meglio quando si stava peggio”. Ma il “detto” non è vero sotto altro punto di vista.  
L’aspettativa di vita è cresciuta notevolmente negli ultimi decenni grazie soprattutto alle nuove cure mediche e alla drastica riduzione della mortalità infantile. Ma sedentarietà, l’eccesso di grassi, zuccheri e sale provocano eccesso di peso, pressione alta, diabete e le complicazioni connesse che possono invertire la tendenza sull’aspettativa di vita, ciò detto delicatamente.

Ci sono studi che prevedono il peggioramento dell’aspettativa di vita delle generazioni più giovani, constatato che “Il livello di obesità nella nostra giovane generazione di uomini e donne a 40 anni, è simile a quello della nostra più antica generazione, all’età di 55 anni. Ciò significa che la generazione più giovane è 15 anni avanti rispetto alla vecchia e sarà esposta all’obesità per un tempo più lungo“.  

Giusti quindi gli “Studi” e le “Raccomandazioni” degli specialisti, che non devono, però, rimanere nei cassetti e devono divenire patrimonio diffuso fra la popolazione.

Pino Schiesari

mercoledì 13 febbraio 2019

TERAPIA MEDICA NUTRIZIONALE NEGLI ANZIANI CON DIABETE


TERAPIA MEDICA NUTRIZIONALE NEGLI ANZIANI CON DIABETE

Ed ecco un altro post dove parliamo di “corretta alimentazione”, più precisamente di “Terapia Medica - Nutrizionale nella persona anziana con diabete”.

Si!

Quando le persone sono affette da “Diabete 

Mellito” l’alimentazione è “Terapia Medica”.

Abbiamo estratto il testo, che abbiamo trasformato in video con musica e lettura con chiara voce femminile dal sito di A.M.D.:


“Gruppo di studio ADI-AMD-SID  “Nutrizione e diabete” 

Le raccomandazioni nutrizionali 2013-2014”

Come si intuisce dalla premessa che abbiamo trascritto dopo il video, si tratta di un notevole lavoro delle tre Associazioni Professionali: ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), AMD (Associazione Medici Diabetologici) e SID (Società Italiana di Diabetologia).

Lo studio è stato predisposto come linee guida (Raccomandazioni) per gli specialisti e tratta la complessa materia in modo scientifico. 
Fra le 180 pagine dello Studio, l’argomento che si riferisce agli “anziani con diabete” è trattato da pag. 97 a pag. 103. 
Gli anziani con diabete sono una categoria molto diffusa, nei confronti della quale si devono avere particolari attenzioni dal punto di vista “nutrizionale”.

La pubblicazione da parte dell’Associazione Diabetici del testo non costituisce interferenza nello specifico compito degli specialisti che prescrivono terapie personalizzate, compresa quella nutrizionale. L’intento dell’Associazione è quello di sensibilizzare gli iscritti e le persone con diabete (anche quelle che non sono anziane), su come deve essere considerata l’alimentazione, non solo un modo di mangiare, ma un modo di alimentarsi tale da influenzare e conservare la salute. 
Abbiamo tenuto conto anche il fatto che le raccomandazioni contenute nel testo (da noi trasformato in video con lettura a chiara voce), sono molto comprensibili con indicazione di comportamenti altrettanto chiari e possibili.
Il video si presta anche ad essere proiettato in occasione di riunioni di anziani con la presenza di specialista diabetologo.
È in youtube e può essere scaricato facilmente.


Presentazione dello “Studio”:

La Terapia Medica Nutrizionale (TMN) rappresenta un momento essenziale nella prevenzione e cura del Diabete Mellito, una delle malattia croniche più diffuse e sicuramente quella che trae i maggiori benefici da una corretta alimentazione.
Numerosi studi, primo fra tutti lo studio americano Diabetes Control and Complication Trial (DCCT), hanno dimostrato che, accanto alla terapia farmacologia ed educazionale, un adeguato regime alimentare assume la valenza di “vera e propria terapia”, rappresentando uno strumento essenziale per ottenere e mantenere un compenso metabolico ottimale, per
ridurre il rischio cardiovascolare, per prevenire e trattare al meglio le complicanze micro- e macro-vascolari del paziente diabetico.
La “cosiddetta dieta del diabetico”, impostata nel decennio scorso su parametri rigidi per quanto riguarda l’apporto di carboidrati, oggi deve essere calibrata e individualizzata in base ad alcune esigenze come gli obiettivi glicemici, il grado di compenso glicometabolico, i valori dei lipidi, la funzione renale, la terapia farmacologia ipoglicemizzante, e non da ultimo il contesto sociale nel quale si trova il paziente diabetico.
La TMN deve rappresentare un elemento essenziale e irrinunciabile nella strategia per ottenere il miglior controllo metabolico del paziente diabetico.
Queste raccomandazioni rappresentano uno strumento fondamentale di questa strategia, in quanto sono un riferimento scientifico solido, preciso, condiviso dalle società scientifiche e di semplice consultazione. Esse considerano tutti gli aspetti nutrizionali della TMN, sia per il paziente diabetico di tipo 1 che per il diabetico tipo 2, nel contesto domiciliare o in ambito ospedaliero.
Questo documento vuole essere un completamento e un approfondimento delle indicazioni contenute negli Standard Italiani per la Cura del Diabete 2009-2010.
Il gruppo di studio ADI-AMD-SID “Nutrizione e Diabete” ha ritenuto opportuno rivisitare le precedenti raccomandazioni redatte nel 2004 dal Gruppo di Studio ADI-AMD utilizzando una metodologia analoga a quella degli Standard ed accettando quanto proposto dagli Standard stessi completandolo con i riferimenti alle altre principali linee guida internazionali.
Il livello delle prove scientifiche alla base di ogni raccomandazione è stato classificato secondo quanto previsto dal Piano Nazionale delle Linee Guida del 2002 (Tabella 1 - www.pnlg.it).
Le raccomandazioni, inoltre, non intendono precludere valutazioni più approfondite dal punto di vista nutrizionale o la collaborazione con altri specialisti, qualora necessario.
Queste raccomandazioni sono rivolte a tutti i medici e gli operatori coinvolti nella gestione della nutrizione del paziente diabetico.

Giuseppe Marelli

RESPONSABILE E COORDINATORE DEL PROGETTO











domenica 10 febbraio 2019

IL CORRETTO STILE DI VITA


L’argomento “stile di vita” è di attualità perché è legato alla durata della vita di ciascuno di noi. Ne parlano alla TV, ci sono studi e statistiche che dimostrano che la durata media della vita è aumentata, titoli e spiegazioni in riviste e nei quotidiani. L’asticella dell’aspettativa di vita è stata spostata più in alto con notevoli conseguenze sociali e dei diritti nel campo del lavoro. Gli esperti hanno ridefinito, innalzandola, l’età dalla quale si inizia ad essere “ANZIANI”.  

Tutto bene allora? NO!!!

Non facciamoci illusioni. Ci sono persone che muoiono molto prima delle medie. Le medie sono lo strumento per chiudere gli occhi di fronte alla realtà. Ce lo ha ricordato Trilussa con la sua definizione di statistica. 




La durata della vita delle persone dipende da molti fattori. Alcuni non sono modificabili, altri si possono modificare sia positivamente che negativamente. 
Ci sono fattori che dipendono dall’organizzazione sociale, la cui modifica richiede politiche sociali delle Istituzioni.
Ci sono fattori naturali ai quali dobbiamo attenerci. 
Prendiamo come esempio “il ritmo sonno-veglia”. Si sa che questo ritmo dipende dal sole, che regola la nostra vita, quella degli animali e quella delle piante.

IL RITMO SONNO-VEGLIA

“Per il corretto funzionamento del nostro organismo, è fondamentale rispettare l’equilibrio tra il sonno e la veglia, adottando un corretto stile di vita che ci permetta di riposare durante le ore notturne e di rimanere attivi quando è visibile il sole ….. (Continua in fondo)” .

Attivi di giorno, a riposo di notte. Purtroppo, ci sono attività che richiedono il lavoro notturno, come ad esempio l’attività ospedaliera e attività industriali. La legge regola il lavoro notturno, ma non sono evitabili i rischi sulla salute.

LE EMOZIONI

Sono naturali le reazioni del nostro organismo ai fatti della vita, quelli collettivi e quelli personali; ci riferiamo alle reazioni emotive quali la paura, la gioia, la rabbia, la tristezza, ecc.  
Gli stimoli emotivi influiscono sull'organismo con variazioni a livello del ritmo cardiaco, pressione arteriosa, respirazione e persino influiscono sulla temperatura corporea
Le emozioni che proviamo sono legate a un cambiamento fisiologico associato a una risposta da parte del sistema nervoso, a cui sono collegate le reazioni ormonali ed elettro-corticali. Difficile, ma possibile, controllare le emozioni negative, dando il giusto peso e significato agli avvenimenti. 
Favorire e creare le occasioni per le emozioni positive, può essere utile per migliorare lo stile di vita.


Un esempio? 

Dedicarsi all’hobby della fotografia. È sufficiente il proprio cellulare, oppure una qualsiasi fotocamera economica. Osservare il cielo all’alba e al tramonto, suscita sentimenti ed emozioni positive. Fare foto e video, pubblicandole sulla propria pagina FB e condividendole nei gruppi.
L’Associazione Diabetici ha creato un gruppo FB, una pagina FB, un blog Google ed un sito web allo scopo. 


Dal sito web si può accedere al "gruppo", alla "pagina", al "blog".

Iscriversi al gruppo e pubblicare le foto fate nelle gite in montagna, al mare e nel meraviglioso territorio del Delta del Po aumenta la propria auto stima. 
Partecipare al gruppo e seguire è molto utile per non sentirsi soli, ma membri di una collettività, essere informati sulla malattia e complicazioni, apprendere tecniche, fugare le paure e, quindi, vivere più serenamente.

Come esempio pubblichiamo un brevissimo video panoramico localizzato presso l'Ospedale di Rovigo, nel quale in primo piano osserviamo il sole al tramonto che scende piano piano sul piazzale di atterraggio degli elicotteri.

  




Compensare lo stress della vita con gli hobby e la partecipazione aiuta ad allungare la vita. 

Cosa pensare?

  • Siamo all’Ospedale, un luogo di sofferenza di tante persone, come dimostrato dalle centinaia di auto parcheggiate.
  • Ma l’Ospedale è anche il luogo dove si guariscono le malattie. 
Al sole rosso del tramonto segue il cielo stellato della notte, con la luna che ha ispirato poesie e musiche; poi l’alba con il sole che torna rosso come al tramonto ed un altro giorno di vita attiva e di impegno. 

 Che altro possiamo fare per migliorare lo stile di vita?

Come è naturale essere attivi di giorno e riposare la notte, altrettanto naturale è l’alimentazione. 
Senza alimentazione non si vive, ma si può cessare di vivere quando è troppa o non è corretta.

Esattamente un anno fa pubblicavamo in questo blog un post con il titolo “IL CORRETTO STILE DI VITA - DA LILLY DIABETES” – si trattava di diapositive estratte da una “brochure” della serie Guide multilingua sul Diabete pubblicata all’indirizzo: 

https://areapubblica.lillysalute.it/diabete/brochure-e-video/brochure-multilingua-diabete/italiano.aspx 

ALIMENTAZIONE E MOVIMENTO FISICO

Oggi, con quelle stesse diapositive, abbiamo creato un video, che accompagniamo con questa premessa. Il diabete è una malattia che può colpire qualsiasi persona, indipendentemente dallo stile di vita. In particolare, l’alimentazione e il movimento fisico, devono essere utilizzati come medicine, dalle persone sane e da chi ha la malattia; i primi per prevenirla nei limiti del possibile, i secondi per prevenire le pericolose complicanze.

IL VIDEO

  



IL RITMO SONNO-VEGLIA – (continuazione dall'inizio)

Detto questo, la prima evidente funzione del sole sul nostro corpo è quella di regolarne il ritmo.
Il sole infatti agisce sul nostro organismo e la sua influenza dimostra come anche l’essere umano (e non solo gli animali!) fa parte di un meccanismo in perfetto equilibrio tra sole, terra, luna e tutto ciò che ci circonda.
Ogni nostro organo, ogni nostra cellula, è scientificamente connessa agli elementi che caratterizzano il nostro mondo. Un esempio?
Nei nostri occhi esiste un particolare tipo di cellula chiamata “gangliare retinica”, che reagisce alla luce e regola il ritmo circadiano, cioè l’alternanza sonno-veglia che caratterizza il nostro vivere e che è strettamente connessa all’influsso dei raggi solari.
Per il corretto funzionamento del nostro organismo, è fondamentale rispettare l’equilibrio tra il sonno e la veglia, adottando un corretto stile di vita che ci permetta di riposare durante le ore notturne e di rimanere attivi quando è visibile il sole.
Dormire un sufficiente numero di ore durante la notte ci permette infatti di essere riposati e di far sì che i nostri organi e le nostre cellule risultino perfettamente funzionali e precisi nell’espletamento delle loro funzioni.
E’ importante riposare durante le ore notturne, quando il sole non compare: uno studio del 2014 svolto presso la John Hopkins University di Baltimora, ha dimostrato infatti come l’esposizione a luce brillante (proveniente non solo dalle lampade, ma altresì da smartphone e cellulari!) durante la notte stimola erroneamente le cellule retiniche gangliari ed eleva pericolosamente i livelli di cortisolo, ormone dello stress, che altera il ritmo circadiano e può condurre a depressione, riducendo anche la funzione cognitiva.
Ecco perché risulta fondamentale rispettare i ritmi sonno-veglia e buio-luce per star bene, assecondando il naturale ritmo del sole, e riposare quando la luce di quest’ultimo non è visibile.

mercoledì 30 gennaio 2019

COLESTEROLO - INTERVISTA LEZIONE PROF. ENZO BONORA

Come abbassare il colesterolo

Intervista al Prof. Enzo Bonora, trasmessa da “Tele Mantova rubrica Dica33 Tele Arena”  



 IL VIDEO NELLA PLAYLIST DELL'ASSOCIAZIONE DIABETICI (YOUTUBE)



 IL VIDEO NELLA PAGINA ENZO BONORA CONTRO IL DIABETE (FACEBOOK)




DIAPOSITIVE ESTRATTE DAL VIDEO (IN GOOGLE-DOCS):
(si possono scaricare - cliccare sul link qui sotto)



TRASCRIZIONE DELLA LEZIONE A CURA DELL'ASSOCIAZIONE

IL TESTO È ANCHE IN GOOGLE-DOCS

Link in Drive:  

LE DOMANDE E LE RISPOSTE

È sufficiente un'alimentazione adeguata, i farmaci sono sempre necessari?
E i prodotti reclamizzati da tante pubblicità sono utili realmente?

Ø Professore anzitutto a che cosa serve il colesterolo?
Il colesterolo è un nostro costituente fondamentale: se pensiamo che tutte le cellule del nostro organismo hanno una membrana che le delimita, che è fatta anche di colesterolo. Il colesterolo poi viene utilizzato come precursore della fabbricazione di una serie di ormoni: gli ormoni del surrene, gli ormoni del testicolo, gli ormoni dell'ovaio, prendono origine da una molecola di colesterolo.

Quando si considera troppo alto?
 Genericamente possiamo dire che il colesterolo totale, e poi entriamo un po’ più nel dettaglio, lo possiamo definire alto quando è più di 200 milligrammi decilitro, grosso modo però il 200 può esser innocuo per qualcuno e poi invece essere problematico per altri; fra l'altro più che il colesterolo totale ci interessa definire qual’è il livello di colesterolo cattivo che si chiama ldl colesterolo, perché è quello che fa danni, poi parliamo dei danni, e lo definiamo alto quando è superiore a 190 in generale, ma ripeto per alcune persone il colesterolo ldl è alto quando è più di 70, che sono le persone che hanno avuto un infarto, che hanno avuto un evento cardiovascolare; in quelle persone il colesterolo deve essere particolarmente controllato.

Perché un valore alto di colesterolo non va bene?
Non va bene perché si accumula dentro le cellule, ad esempio della parete arteriosa, crea una situazione di infiammazione all'interno di questa parete arteriosa, questo accumulo rende il vaso, poi diciamo, più irregolare, si formano sopra la parete del vaso, all'interno del vaso, delle placche, delle placche di aterosclerosi, che in alcune circostanze diventano tanto abbondanti da chiudere il vaso sanguigno; oppure sopra una placca particolarmente prominente all'interno del vaso si può formare un trombo che occlude in maniera importante quel vaso sanguigno; ecco perché, se il vaso sanguigno e una coronaria si sviluppa per mancanza del passaggio del sangue, un infarto; o ecco perché se il vaso è uno di quelli che porta il sangue al cervello, la sua chiusura può portare ad un ictus.


Perché il colesterolo aumenta?
 Il colesterolo alimentare contribuisce solo in parte ai livelli circolanti del colesterolo, in gran parte il colesterolo ce lo fabbrichiamo da soli.  E l'organo che produce il colesterolo è il fegato, il colesterolo è inserito in lipoproteine prodotte dal fegato che circolano poi nel sangue e cedendo il colesterolo ai tessuti dove serve, ma dove. Quando è troppo alto, soprattutto in alcuni tessuti, i vasi sanguini in particolare, fa dei danni.

In quali alimenti è contenuto?
Il colesterolo è abbondante, molto abbondante nelle uova, nel tuorlo d'uovo, e quindi chiaramente in tutti gli alimenti che sono stati allestiti utilizzando le uova si trova tanto colesterolo; il colesterolo è abbondante nei salumi, nel grasso dei salumi, tutta la parte dei salumi che diciamo essere più bianca rispetto alla rosa o rosso là ci sono i grassi fra cui colesterolo;  il colesterolo ù abbondante nei formaggi, nei dolciumi ovviamente c'è tanto colesterolo.  
Non c'è colesterolo praticamente nella verdura, non c'è né nella frutta, non c'è né nel nei cereali, per cui gli alimenti da mangiare con moderazione sono gli insaccati, il formaggio, i dolciumi e una cosa che adesso non si mangia più tanto, che è particolarmente ricca di colesterolo, sono le interiora.

Come fare da abbassarlo?
Con l'alimentazione qualcosa si ottiene, ma spesso, se si devono raggiungere degli obiettivi particolarmente ambiziosi, in determinate condizioni quindi, servono i farmaci.  Per cui il primo passo è ridurre gli alimenti che sono ricchi di colesterolo; la maggior parte delle volte questo non è sufficiente, a meno che uno non faccio una dieta in cui mangia tutti i giorni a colazione il cotechino, lo zampone, allora a quel punto è chiaro che ha un introito di colesterolo talmente importante che togliendo il cotechino e lo zampone c'è un'importante riduzione del colesterolo circolante; ma la maggior parte delle persone non mangia così, può limare qualcosa dei suoi livelli di colesterolo con un'alimentazione più attenta, ma deve prendere farmaci se lontano dal proprio obiettivo.

Quali farmaci si possono usare?
 Esistono, come ho detto, le statine: sono farmaci che inibiscono la sintesi del colesterolo, accanto a questo ci sono dei farmaci che riducono l'assorbimento del colesterolo alimentare; i primi hanno un effetto importante, i secondi hanno un effetto più limitato. Mettere insieme i primi ei secondi è molto utile perché si ottiene con questa associazione, una riduzione importante del colesterolo.   Fra i secondi, quelli che riducono l’assorbimento, quello classico da ricordare, la molecola si chiama ezetimibe.  Delle statine, invece, ci sono vari tipi più o meno potenti; quello che è importante ricordare è che quando uno comincia a utilizzare una statina la deve utilizzare con l’aumento del dosaggio e la molecola appropriata finché non ha raggiunto il suo obiettivo di colesterolo; prendendo una piccola quantità e abbassare modestamente il colesterolo non è esattamente quello che andrebbe fatto; per cui puntare dritto all'obiettivo, perché abbassare il colesterolo allunga la vita delle persone.  
Al supermercato si possono trovare dei prodotti che contengono fitosteroli che riducono l'assorbimento del colesterolo alimentare e vanno bene la riduzione del colesterolo, è però dell'ordine del 10 per cento del 15 per cento; non è sufficiente nelle persone in cui si deve ridurre in maniera importante il colesterolo.
Allo stesso modo ci sono prodotti che invece si trovano in farmacia, che vengono venduti come integratori senza ricetta e contengono una o più sostanze che sono in grado di ridurre il colesterolo, alcune di queste sono poco attive, quella più attiva è derivata dal riso rosso fermentato. Il riso rosso fermentato produce una sostanza che si chiama monacolina che sostanzialmente è una statina, è un po’ meno efficace delle statine, ma ha tutte le caratteristiche dal punto di vista il meccanismo d'azione delle statine, e anche dal punto di vista dei potenziali effetti avversi delle statine, per cui si sono già viste persone che prendevano il riso rosso che avevano gli stessi fastidi di quelle che prendevano le statine.
Quali sono questi fastidi? Le persone possono avere, ma 5 su 100 che prendono le statine, hanno davvero questo problema: dolori muscolari, dolori più raramente articolari, ossia muscolari che articolari, fastidiosi, quanto basta perché in quel 5 per cento effettivamente la statina debba essere sospesa. Le statine possono determinare questa sofferenza muscolare anche a volte senza dare i dolori muscolari e lo si può cogliere questa sofferenza misurando nel sangue un enzima che si chiama c k o ctk che, quando molto alto, ma veramente molto alto, deve portare alla sospensione della terapia con le statine.
Bene, oggi, oltre alle statine che riducono il colesterolo, così come qualche altro farmaco, che più che il colesterolo riduce i trigliceridi, che viene utilizzato anche a volte in associazione a questi, come il fenofibrato, come gli omega 3, che non sono specifici per il colesterolo, oggi.  dicevo, esiste una varietà di farmaci iniettabili, un'iniezione sottocutanea, come quella che si fanno le persone con diabete, ma in questo caso che viene fatta ogni 15 giorni, con una sostanza che è in grado di ridurre in maniera molto importante il colesterolo, e che viene utilizzata in chi ha necessità di portare i livelli di colesterolo molto in basso, perché ha avuto un evento cardiovascolare e che non riesce a raggiungere quell'obiettivo con le statine, o con gli altri farmaci associati alle statine, o che sono intolleranti alle statine non possono usarle perché hanno dei fastidi, questi farmaci sono una novità dell'ultimo anno, degli ultimi due anni, li possono prescrivere solamente alcuni tipi di specialisti.

Quali sono gli obiettivi terapeutici personalizzati?
Allora distinguiamo tre categorie:  
·         In chi non ha niente di quello che dirò fra un attimo, diciamo il colesterolo cattivo questo ldl, che può essere misurato direttamente dal laboratorio o che si può calcolare con una formuletta che include il colesterolo buono hdl, i trigliceridi; dicevo, in queste persone che avranno niente, l'obiettivo è portare le ldl colesterolo a meno di 160 milligrammi decilitro;
·         Nelle persone che invece hanno la pressione alta, oppure che sono in eccesso di peso, va portato più in basso va portato a meno di 130 milligrammi decilitro;
·         Nelle persone che hanno il diabete che non hanno mai avuto malattie cardiovascolari come minimo va portato questo ldl colesterolo a meno di 100 milligrammi decilitro;
·         Ma in quelli che hanno il diabete si sta cominciando a dire che è meglio portarlo a meno di 70 milligrammi decilitro
·         E meno di 70 è l'obiettivo da raggiungere in tutte le persone che hanno già avuto un evento cardiovascolare che sia stato un infarto o che sia stato un ictus in queste persone si deve scendere a meno di 70
·         E in generale per il colesterolo, la frase che si dice, il proverbio, lo slogan, chiamatelo come volete, “il più basso è meglio è”, per cui uno che ha meno di 50 ha un rischio cardiovascolare più basso rispetto a quello che ha 60 o 70, e quello che ha 60 o 70 di colesterolo ldl, intendo, ha un rischio più basso rispetto a quello che ha 90 o 100, e così via. 

C'è proprio una progressione nella riduzione del rischio quanto più si riduce il colesterolo ldl;  ed un aumento del rischio ovviamente quanto più alto è il colesterolo ldl.

IL TESTO È ANCHE IN GOOGLE-DOCS

Link in Drive:  












venerdì 18 gennaio 2019

CARBOIDRATI - DIETOMETRO ACCU-CHEK E ALTRE GUIDE UTILI

VALORI DI CHO (ZUCCHERI), KCALORIE, 
PROTEINE E GRASSI 

In questo post abbiamo inserito uno strumento molto utile nella gestione della terapia del Diabete tipo 1, utile anche nel Diabete tipo 2 per i soggetti  in terapia insulinica intensiva multi iniettiva o praticata mediante il microinfusore.  Utile anche a qualsiasi altra persona che voglia calcolare gli zuccheri e/o le calorie, le proteine ed i grassi dei propri pasti.
Abbiamo trasformato un file in formato PDF, scaricato dalla Rivista MODUS ON LINE,  in file “presentazione” di Power Point , che abbiamo caricato in Google-Drive.
 Il file può essere aperto e sfogliato direttamente ed anche scaricato sul proprio computer.
Nel post abbiamo messo anche altre guide.

INTRODUZIONE – SPIEGAZIONE DELL’UTILITÀ
La terapia nutrizionale rappresenta uno dei fondamenti per la corretta gestione della malattia nelle  persone  con  diabete,  perché  garantisce l’apporto  di  nutrienti  essenziali  e  consente  di modulare il metabolismo in maniera fisiologica. In particolare, nella persona con diabete tipo 1 e tipo 2 in terapia insulinica intensiva multi iniettiva o praticata mediante il microinfusore, è particolarmente importante armonizzare l’introito alimentare con l’attività fisica e la terapia insulinica per garantire un profilo glicemico ottimale.
Il counting dei carboidrati rappresenta il cardine della terapia nutrizionale nel diabete tipo 1 ed anche nel diabete tipo 2 come specificato, perché rappresenta un metodo di pianificazione del pasto che richiede impegno, ma permette flessibilità e libertà di scelta nell’alimentazione, contribuendo in maniera determinante alla gestione autonoma e consapevole della malattia.
Il  counting  dei  carboidrati,  l’effettivo  conteggio della quantità di carboidrati contenuti in un pasto, viene utilizzato per regolare il bolo insulinico preprandiale. La tecnica del counting, infatti, si basa  sul presupposto  che  l’aumento  postprandiale della glicemia, dopo un pasto misto, è fondamentalmente dovuto al quantitativo di carboidrati presenti nel pasto e che quindi  la dose di insulina  preprandiale  debba  essere  proporzionale al contenuto di carboidrati del pasto stesso.
Ciò richiede la stima della quantità di carboidrati assunti dal paziente in ciascun pasto.
Queste schede sono quindi un supporto alla pratica  quotidiana  del  counting:  rappresentano  un valido  aiuto  nella  individuazione  degli  alimenti che contengono carboidrati, nella determinazione della corretta quantità di carboidrati presenti nelle pietanze e nel riconoscimento della porzione abitualmente consumata.
Sono state fotografate le porzioni degli alimenti più comuni con l’indicazione del peso in grammi sia a crudo che a cotto e del relativo contenuto in carboidrati. Per alcuni alimenti sono state fotografate 3 porzioni (piccola, media e grande) al fine di facilitare l’individuazione del piatto quantitativamente più vicino alle proprie abitudini, da parte del soggetto che utilizza il dietometro.


Cliccando sull'immagine che segue si apre la presentazione in Google-Docs



COME UTILIZZARE IL DIETOMETRO


TEMPI DI TRASFORMAZIONE IN GLUCOSIO 
DI CARBOIDRATI, PROTEINE E GRASSI

Come si può notare nello schema, la trasformazione in glucosio avviene molto rapidamente per i carboidrati che avviene nella misura del 100%. Le proteine vengono trasformate in glucosio nella misura del 50-60% e più lentamente, nell'arco di 4-5 ore e si sovrappongono parzialmente ai carboidrati; mentre è meno del 10% il glucosio proveniente dai grassi assunti nel pasto, distribuito in un arco molto lungo, quasi un'intera giornata.






L'immagine qui sotto è collegata ad un calcolatore di carboidrati (CHO) messo a disposizione dall'Associazione DeeBee.it - Si tratta di una operazione che dipende dalla quantità di carboidrati contenuta in 100 grammi dell'alimento che interessa e dalla quantità  che si intende consumare. Una semplice operazione appresa alla scuola elementare, ma bisogna conoscere la quantità di carboidrati che c'è in 100 grammi del prodotto. Le confezioni dei prodotti industriali contengono questa indicazione, ma non sempre abbiamo conservato il contenitore o il prodotto è stato acquistato sfuso a peso. In DeeBee.it c'è l'elenco dei molti alimenti con il valore. Basta quindi scegliere l'alimento e indicare il peso che si intende consumare.

CLICCA SULL'IMMAGINE PER ANDARE AL CALCOLATORE