lunedì 18 febbraio 2019

ISCRIZIONI 2019 - ASSOCIAZIONE DIABETICI DI ROVIGO


LA TESSERA: perché e a cosa serve?

ISCRIZIONI 2019



Iscriversi all'Associazione Diabetici di Rovigo significa dare il proprio contributo affinché i progetti e le attività promosse per la cura, la prevenzione e la tutela delle persone affette da diabete o a rischio, possano avere continuità.
L'essere iscritti non vuol dire "appartenere" bensì credere e voler sostenere quello che proponiamo e facciamo nei riguardi di tutta la popolazione.

L’iscrizione si effettua versando la quota di euro 10,00 (dieci) presso la Sede dell'Associazione, sita presso il Centro Antidiabetico di Rovigo - in Viale Tre Martiri, n. 140, nei giorni della settimana in cui la Sede è aperta, dalle ore 10 alle ore 12, normalmente il MARTEDI’ – MERCOLEDI’ – GIOVEDI’. Chi versa di più è socio sostenitore, oppure “donatore”, con diritto allo sconto fiscale.

Si può fare con bonifico bancario sul nostro c/c presso Banca Intesa San Paolo SpA - Filiale Ospedale Civile – Rovigo. Questo è in nostro IBAN – che vale anche per le DONAZIONI

IT 05 V 03069 12214 100000000664

indicando nella causale: iscrizione all’Associazione 
e/o donazione

comunicando i dati richiesti: Nome e Cognome, luogo e data di nascita, indirizzo completo (Cap, Comune, via, numero); il numero telefonico per facilitare i contatti e l’eventuale indirizzo di posta elettronica: e-mail, utilizzando il nostro sito di posta elettronica, oppure i nostri recapiti telefonici.

Si possono iscrivere le persone con diabete, i familiari e tutti coloro che desiderano portare il loro contributo di sostegno alle iniziative dell'Associazione.


I soci dell'Associazione Diabetici di Rovigo diventano automaticamente aderenti alla Federazione Nazionale delle Associazioni Diabetici (FAND) ed acquisiscono i seguenti benefici:


--> ASSICURAZIONE INFORTUNI gratuita per incidenti professionali ed extraprofessionali, (limite di età 80 anni);  --> ASSISTENZA LEGALE --> PRONTOFAND: servizio telefonico attivo solo sabato e domenica dalle ore 9.00 alle ore 18.00, al numero verde 800.82.00.82
--> MATERIALE INFORMATIVO GRATUITO


QUESTI I NOSTRI NUMERI TELEFONICI ED I NOSTRI SITI INTERNET:

Segreteria: 0425.393024 -  Mario Martin – Presidente  339.3311725
Otello Segantin – V.Pres.  335.6349654 - Fedele Riccio – Segret.  335.5386899
e-mail        :  associazionediabeticidirovigo@gmail.com




venerdì 15 febbraio 2019

RIFLESSIONI SULLA “TERAPIA MEDICA NUTRIZIONALE”


RIFLESSIONI SULLA 
“TERAPIA MEDICA NUTRIZIONALE”


Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei


Un modo di dire che riguarda l’alimentazione. Ogni persona ha le sue preferenze, che possono rappresentare la causa di problemi alla salute. 




La risposta è data dall’altro modo di dire 


noi siamo quello che mangiamo

 

I problemi vengono scoperti per caso ed allora sono guai, qualche volta seri

Ecco perché nelle scuole specializzate c’è una materia che si chiama “scienza dell’alimentazione”. 


Ad Adria si insegna “Scienze e cultura dell’alimentazione”.  

Ecco perché ci sono medici specialisti dietologi. 

All’università di Padova, nel Dipartimento di Medicina c’è una Unità Operativa di DIETETICA E NUTRIZIONE CLINICA e negli Ospedali ci sono Unità Operative specializzate. 


A Rovigo si chiama 
“MALATTIE ENDOCRINE, RICAMBIO 
E DELLA NUTRIZIONE”.

Non sempre è il cibo che provoca i guai, ma ugualmente per altre cause sorgono problemi negli organi vitali ed il cibo che mangiamo non va più bene.

Se siamo fortunati ad accorgercene ne parleremo con il nostro medico di medicina generale (in sigla MMG) ed inizierà il calvario. Prima le analisi, poi gli integratori a proprie spese, lo specialista, che consiglia di modificare la composizione dei nutrienti: carboidrati, proteine, grassi. Ci verrà consigliato di integrare Vitamine e Sali minerali, di bere più Acqua rispetto alla sete che non avvertiamo, di rinunciare al vino, di ……, di …… ed infine di ……. Poi le medicine da prendere durante il giorno diventano dieci o più di dieci.


Quando eravamo tutti (o quasi) poveri, mangiavamo cibo da poveri: minestre di fagioli, le tagliatelle fatte in casa, verdure dell'orto e le erbe raccolte nei campi, qualche frutto, il pollo alla domenica, qualche volta il coniglio; il pesce era costituito dal baccalà (stoccafisso ammollato e cotto alla “vicentina”) e quello che si pescava con la canna da pesca, nel vicino Adigetto o in Canalbianco che si raggiungeva "pedalando" per 8-9 chilometri; le sardine acquistate in "Pescheria", quella che a Rovigo oggi è riservata a mostre di pittura. 
Ogni famiglia allevava galline che davano uova tutti i giorni ed aveva conigli alimentati con l’erba raccolta negli argini dei canali; il vino rosso non mancava mai e quando maturava si mangiava l’uva; il pane era quello “nero” (con farina integrale); al mattino nel latte, quello appena munto di giornata, si metteva il pan biscotto del forno a legna, la scorta durava mesi; la polenta gialla era cotta nel focolare (ora lo chiamano caminetto e spesso il fuoco è artificiale); invece il fuoco vero d’inverno aiutava la stufa a riscaldare sia il piano terra che il piano superiore. La stufa serviva per le minestre e gli altri piatti, dava acqua calda e scaldava i "sassi" che avvolti in calze di lana intiepidivano le fredde lenzuola, mentre le "bronze" venivano messe nella "munega" che veniva turnata nei vari letti. Ogni tanto il dolce ma solo nelle feste "grandi", veniva fatto in casa con farina del molino a pietra del "munaro" e le uova di giornata.



Il medico? Quello della Mutua.

Nessun riferimento al film con Alberto Sordi, parodia e molto irriverente nei confronti dei medici di quel periodo. Professionisti seri e preparati che sopperivano alle specializzazioni di oggi. Qui l'immagine la metto per allegerire l'argomento.





Nel ricordare e descrivere l'alimentazione e lo stile di vita di quel tempo e leggere la storia che riguarda la nascita della così detta "Dieta Mediterranea", vien da pensare  che  Ancel Keyssia passato da casa nostra. 


Questo studioso ha indagato gli effetti sull'incidenza epidemiologica di malattie cardiovascolari in una celebre ricerca su sette nazioni, il Seven Country Study.  L'indagine fu condotta su 16 gruppi (coorti) di uomini di età tra 40 e 59 anni in sette Paesi. Una coorte venne arruolata negli Stati Uniti, due in Finlandia, una in Olanda, tre in Italia (in tre comuni rurali del nord, centro e sud, Crevalcore in provincia di Bologna, Montegiorgio in provincia di Fermo e Nicotera in provincia di Vibo Valentia), due in Yugoslavia (ora Croazia e Serbia), due in Grecia (Corfù e Creta) e due in Giappone, per un totale di oltre 12.000 individui. Inoltre venne incluso nello studio un campione di ferrovieri, nella zona di Roma, per rappresentare il gruppo di confronto europeo di un analogo campione di ferrovieri arruolato nel midwest e northwest degli Stati Uniti.

A proposito,  "La dieta mediterranea è un modello nutrizionale ispirato ai modelli alimentari diffusi in alcuni Paesi del bacino mediterraneo (come l'Italia meridionale, la Spagna e la Grecia) negli anni cinquanta del XX secolo, riconosciuta dall'UNESCO come bene protetto e inserito nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell'umanità nel 2010".




Tuttavia, "Tra il 1960 ed il 1996 a Nicotera, secondo quanto emerso in uno studio comparativo, il consumo di lipidi, espresso come percentuale dell’energia, è aumentato dal 23 al 43,6 per cento, mentre il consumo di carboidrati è sceso dal 64 al 44,2 per cento. L’apporto di proteine è rimasto costante, mentre è aumentata la quota proteica derivante dalle carni. Di conseguenza, l’energia totale della dieta è aumentata del 20%, in associazione ad una ridotta attività fisica. La valutazione viene espressa attraverso l’Indice di Adeguatezza Mediterranea che esprime il rapporto esistente in un piano alimentare tra l’energia fornita dai gruppi alimentari appartenenti alla Dieta Mediterranea e l’energia fornita dai gruppi alimentari non appartenenti alla Dieta Mediterranea. L’Indice di Adeguatezza Mediterranea pari a 7,2 nel 1960, è sceso nel 1996 per gli uomini a 2,2 e per le donne a 2,7".
Nello Studio al quale si riferisce questa riflessione non sono disponibili dati più recenti. 


La riflessione di oggi è l’altra faccia della medaglia che si chiama “CORRETTA ALIMENTAZIONE” che in termini medici è chiamata “TERAPIA MEDICA NUTRIZIONALE”, 

termine che dovrebbe significare “cura” e come tale dovrebbe essere interrotta quando non è più necessaria, cioè dopo la guarigione. Ma non è così come, ad esempio, nelle persone anziane che abbiano o non abbiano il diabete.  
In noi anziani (tutti) lo “stato” del corpo ha subito modificazioni a causa dell’invecchiamento di tutti gli organi e funzioni per cui l’alimentazione deve essere modificata e personalizzata, non per una settimana o un mese, per sempre.

La riflessione non vuole assolutamente essere irriverente nei confronti degli studiosi e specialisti del “Gruppo di Studio ADI-AMD-SID Nutrizione e Diabete - Le Raccomandazioni Nutrizionali”, consci che rispetto al passato, negli ultimi 50 anni, la diffusione del benessere, l’organizzazione sociale ed altri fattori, hanno inciso sullo stile di vita, compresa l’alimentazione, divenuta meno salutare rispetto a quella a torto considerata “povera”. 

Sotto questo aspetto vien da pensare che “si stava meglio quando si stava peggio”. Ma il “detto” non è vero sotto altro punto di vista.  
L’aspettativa di vita è cresciuta notevolmente negli ultimi decenni grazie soprattutto alle nuove cure mediche e alla drastica riduzione della mortalità infantile. Ma sedentarietà, l’eccesso di grassi, zuccheri e sale provocano eccesso di peso, pressione alta, diabete e le complicazioni connesse che possono invertire la tendenza sull’aspettativa di vita, ciò detto delicatamente.

Ci sono studi che prevedono il peggioramento dell’aspettativa di vita delle generazioni più giovani, constatato che “Il livello di obesità nella nostra giovane generazione di uomini e donne a 40 anni, è simile a quello della nostra più antica generazione, all’età di 55 anni. Ciò significa che la generazione più giovane è 15 anni avanti rispetto alla vecchia e sarà esposta all’obesità per un tempo più lungo“.  

Giusti quindi gli “Studi” e le “Raccomandazioni” degli specialisti, che non devono, però, rimanere nei cassetti e devono divenire patrimonio diffuso fra la popolazione.

Pino Schiesari

mercoledì 13 febbraio 2019

TERAPIA MEDICA NUTRIZIONALE NEGLI ANZIANI CON DIABETE


TERAPIA MEDICA NUTRIZIONALE NEGLI ANZIANI CON DIABETE

Ed ecco un altro post dove parliamo di “corretta alimentazione”, più precisamente di “Terapia Medica - Nutrizionale nella persona anziana con diabete”.

Si!

Quando le persone sono affette da “Diabete 

Mellito” l’alimentazione è “Terapia Medica”.

Abbiamo estratto il testo, che abbiamo trasformato in video con musica e lettura con chiara voce femminile dal sito di A.M.D.:


“Gruppo di studio ADI-AMD-SID  “Nutrizione e diabete” 

Le raccomandazioni nutrizionali 2013-2014”

Come si intuisce dalla premessa che abbiamo trascritto dopo il video, si tratta di un notevole lavoro delle tre Associazioni Professionali: ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), AMD (Associazione Medici Diabetologici) e SID (Società Italiana di Diabetologia).

Lo studio è stato predisposto come linee guida (Raccomandazioni) per gli specialisti e tratta la complessa materia in modo scientifico. 
Fra le 180 pagine dello Studio, l’argomento che si riferisce agli “anziani con diabete” è trattato da pag. 97 a pag. 103. 
Gli anziani con diabete sono una categoria molto diffusa, nei confronti della quale si devono avere particolari attenzioni dal punto di vista “nutrizionale”.

La pubblicazione da parte dell’Associazione Diabetici del testo non costituisce interferenza nello specifico compito degli specialisti che prescrivono terapie personalizzate, compresa quella nutrizionale. L’intento dell’Associazione è quello di sensibilizzare gli iscritti e le persone con diabete (anche quelle che non sono anziane), su come deve essere considerata l’alimentazione, non solo un modo di mangiare, ma un modo di alimentarsi tale da influenzare e conservare la salute. 
Abbiamo tenuto conto anche il fatto che le raccomandazioni contenute nel testo (da noi trasformato in video con lettura a chiara voce), sono molto comprensibili con indicazione di comportamenti altrettanto chiari e possibili.
Il video si presta anche ad essere proiettato in occasione di riunioni di anziani con la presenza di specialista diabetologo.
È in youtube e può essere scaricato facilmente.


Presentazione dello “Studio”:

La Terapia Medica Nutrizionale (TMN) rappresenta un momento essenziale nella prevenzione e cura del Diabete Mellito, una delle malattia croniche più diffuse e sicuramente quella che trae i maggiori benefici da una corretta alimentazione.
Numerosi studi, primo fra tutti lo studio americano Diabetes Control and Complication Trial (DCCT), hanno dimostrato che, accanto alla terapia farmacologia ed educazionale, un adeguato regime alimentare assume la valenza di “vera e propria terapia”, rappresentando uno strumento essenziale per ottenere e mantenere un compenso metabolico ottimale, per
ridurre il rischio cardiovascolare, per prevenire e trattare al meglio le complicanze micro- e macro-vascolari del paziente diabetico.
La “cosiddetta dieta del diabetico”, impostata nel decennio scorso su parametri rigidi per quanto riguarda l’apporto di carboidrati, oggi deve essere calibrata e individualizzata in base ad alcune esigenze come gli obiettivi glicemici, il grado di compenso glicometabolico, i valori dei lipidi, la funzione renale, la terapia farmacologia ipoglicemizzante, e non da ultimo il contesto sociale nel quale si trova il paziente diabetico.
La TMN deve rappresentare un elemento essenziale e irrinunciabile nella strategia per ottenere il miglior controllo metabolico del paziente diabetico.
Queste raccomandazioni rappresentano uno strumento fondamentale di questa strategia, in quanto sono un riferimento scientifico solido, preciso, condiviso dalle società scientifiche e di semplice consultazione. Esse considerano tutti gli aspetti nutrizionali della TMN, sia per il paziente diabetico di tipo 1 che per il diabetico tipo 2, nel contesto domiciliare o in ambito ospedaliero.
Questo documento vuole essere un completamento e un approfondimento delle indicazioni contenute negli Standard Italiani per la Cura del Diabete 2009-2010.
Il gruppo di studio ADI-AMD-SID “Nutrizione e Diabete” ha ritenuto opportuno rivisitare le precedenti raccomandazioni redatte nel 2004 dal Gruppo di Studio ADI-AMD utilizzando una metodologia analoga a quella degli Standard ed accettando quanto proposto dagli Standard stessi completandolo con i riferimenti alle altre principali linee guida internazionali.
Il livello delle prove scientifiche alla base di ogni raccomandazione è stato classificato secondo quanto previsto dal Piano Nazionale delle Linee Guida del 2002 (Tabella 1 - www.pnlg.it).
Le raccomandazioni, inoltre, non intendono precludere valutazioni più approfondite dal punto di vista nutrizionale o la collaborazione con altri specialisti, qualora necessario.
Queste raccomandazioni sono rivolte a tutti i medici e gli operatori coinvolti nella gestione della nutrizione del paziente diabetico.

Giuseppe Marelli

RESPONSABILE E COORDINATORE DEL PROGETTO











domenica 10 febbraio 2019

IL CORRETTO STILE DI VITA


L’argomento “stile di vita” è di attualità perché è legato alla durata della vita di ciascuno di noi. Ne parlano alla TV, ci sono studi e statistiche che dimostrano che la durata media della vita è aumentata, titoli e spiegazioni in riviste e nei quotidiani. L’asticella dell’aspettativa di vita è stata spostata più in alto con notevoli conseguenze sociali e dei diritti nel campo del lavoro. Gli esperti hanno ridefinito, innalzandola, l’età dalla quale si inizia ad essere “ANZIANI”.  

Tutto bene allora? NO!!!

Non facciamoci illusioni. Ci sono persone che muoiono molto prima delle medie. Le medie sono lo strumento per chiudere gli occhi di fronte alla realtà. Ce lo ha ricordato Trilussa con la sua definizione di statistica. 




La durata della vita delle persone dipende da molti fattori. Alcuni non sono modificabili, altri si possono modificare sia positivamente che negativamente. 
Ci sono fattori che dipendono dall’organizzazione sociale, la cui modifica richiede politiche sociali delle Istituzioni.
Ci sono fattori naturali ai quali dobbiamo attenerci. 
Prendiamo come esempio “il ritmo sonno-veglia”. Si sa che questo ritmo dipende dal sole, che regola la nostra vita, quella degli animali e quella delle piante.

IL RITMO SONNO-VEGLIA

“Per il corretto funzionamento del nostro organismo, è fondamentale rispettare l’equilibrio tra il sonno e la veglia, adottando un corretto stile di vita che ci permetta di riposare durante le ore notturne e di rimanere attivi quando è visibile il sole ….. (Continua in fondo)” .

Attivi di giorno, a riposo di notte. Purtroppo, ci sono attività che richiedono il lavoro notturno, come ad esempio l’attività ospedaliera e attività industriali. La legge regola il lavoro notturno, ma non sono evitabili i rischi sulla salute.

LE EMOZIONI

Sono naturali le reazioni del nostro organismo ai fatti della vita, quelli collettivi e quelli personali; ci riferiamo alle reazioni emotive quali la paura, la gioia, la rabbia, la tristezza, ecc.  
Gli stimoli emotivi influiscono sull'organismo con variazioni a livello del ritmo cardiaco, pressione arteriosa, respirazione e persino influiscono sulla temperatura corporea
Le emozioni che proviamo sono legate a un cambiamento fisiologico associato a una risposta da parte del sistema nervoso, a cui sono collegate le reazioni ormonali ed elettro-corticali. Difficile, ma possibile, controllare le emozioni negative, dando il giusto peso e significato agli avvenimenti. 
Favorire e creare le occasioni per le emozioni positive, può essere utile per migliorare lo stile di vita.


Un esempio? 

Dedicarsi all’hobby della fotografia. È sufficiente il proprio cellulare, oppure una qualsiasi fotocamera economica. Osservare il cielo all’alba e al tramonto, suscita sentimenti ed emozioni positive. Fare foto e video, pubblicandole sulla propria pagina FB e condividendole nei gruppi.
L’Associazione Diabetici ha creato un gruppo FB, una pagina FB, un blog Google ed un sito web allo scopo. 


Dal sito web si può accedere al "gruppo", alla "pagina", al "blog".

Iscriversi al gruppo e pubblicare le foto fate nelle gite in montagna, al mare e nel meraviglioso territorio del Delta del Po aumenta la propria auto stima. 
Partecipare al gruppo e seguire è molto utile per non sentirsi soli, ma membri di una collettività, essere informati sulla malattia e complicazioni, apprendere tecniche, fugare le paure e, quindi, vivere più serenamente.

Come esempio pubblichiamo un brevissimo video panoramico localizzato presso l'Ospedale di Rovigo, nel quale in primo piano osserviamo il sole al tramonto che scende piano piano sul piazzale di atterraggio degli elicotteri.

  




Compensare lo stress della vita con gli hobby e la partecipazione aiuta ad allungare la vita. 

Cosa pensare?

  • Siamo all’Ospedale, un luogo di sofferenza di tante persone, come dimostrato dalle centinaia di auto parcheggiate.
  • Ma l’Ospedale è anche il luogo dove si guariscono le malattie. 
Al sole rosso del tramonto segue il cielo stellato della notte, con la luna che ha ispirato poesie e musiche; poi l’alba con il sole che torna rosso come al tramonto ed un altro giorno di vita attiva e di impegno. 

 Che altro possiamo fare per migliorare lo stile di vita?

Come è naturale essere attivi di giorno e riposare la notte, altrettanto naturale è l’alimentazione. 
Senza alimentazione non si vive, ma si può cessare di vivere quando è troppa o non è corretta.

Esattamente un anno fa pubblicavamo in questo blog un post con il titolo “IL CORRETTO STILE DI VITA - DA LILLY DIABETES” – si trattava di diapositive estratte da una “brochure” della serie Guide multilingua sul Diabete pubblicata all’indirizzo: 

https://areapubblica.lillysalute.it/diabete/brochure-e-video/brochure-multilingua-diabete/italiano.aspx 

ALIMENTAZIONE E MOVIMENTO FISICO

Oggi, con quelle stesse diapositive, abbiamo creato un video, che accompagniamo con questa premessa. Il diabete è una malattia che può colpire qualsiasi persona, indipendentemente dallo stile di vita. In particolare, l’alimentazione e il movimento fisico, devono essere utilizzati come medicine, dalle persone sane e da chi ha la malattia; i primi per prevenirla nei limiti del possibile, i secondi per prevenire le pericolose complicanze.

IL VIDEO

  



IL RITMO SONNO-VEGLIA – (continuazione dall'inizio)

Detto questo, la prima evidente funzione del sole sul nostro corpo è quella di regolarne il ritmo.
Il sole infatti agisce sul nostro organismo e la sua influenza dimostra come anche l’essere umano (e non solo gli animali!) fa parte di un meccanismo in perfetto equilibrio tra sole, terra, luna e tutto ciò che ci circonda.
Ogni nostro organo, ogni nostra cellula, è scientificamente connessa agli elementi che caratterizzano il nostro mondo. Un esempio?
Nei nostri occhi esiste un particolare tipo di cellula chiamata “gangliare retinica”, che reagisce alla luce e regola il ritmo circadiano, cioè l’alternanza sonno-veglia che caratterizza il nostro vivere e che è strettamente connessa all’influsso dei raggi solari.
Per il corretto funzionamento del nostro organismo, è fondamentale rispettare l’equilibrio tra il sonno e la veglia, adottando un corretto stile di vita che ci permetta di riposare durante le ore notturne e di rimanere attivi quando è visibile il sole.
Dormire un sufficiente numero di ore durante la notte ci permette infatti di essere riposati e di far sì che i nostri organi e le nostre cellule risultino perfettamente funzionali e precisi nell’espletamento delle loro funzioni.
E’ importante riposare durante le ore notturne, quando il sole non compare: uno studio del 2014 svolto presso la John Hopkins University di Baltimora, ha dimostrato infatti come l’esposizione a luce brillante (proveniente non solo dalle lampade, ma altresì da smartphone e cellulari!) durante la notte stimola erroneamente le cellule retiniche gangliari ed eleva pericolosamente i livelli di cortisolo, ormone dello stress, che altera il ritmo circadiano e può condurre a depressione, riducendo anche la funzione cognitiva.
Ecco perché risulta fondamentale rispettare i ritmi sonno-veglia e buio-luce per star bene, assecondando il naturale ritmo del sole, e riposare quando la luce di quest’ultimo non è visibile.