lunedì 23 novembre 2020

DIABETE: SI PUÒ FARE DI PIÙ E MEGLIO

 TELEMEDICINA AL CENTRO ANTIDIABETICO DI ROVIGO

E UN VIDEO DEL PROF. ENZO BONORA DELL’UNIVERSITA’ DI VERONA

CON LE SCUSE PER QUELLO CHE NON SI È POTUTO FARE

LA SITUAZIONE IN ITALIA È MIGLIORE DEGLI ALTRI PAESI DELL’EUROPA OCCIDENTALE

MA, SI PUO’ FARE DI PIU’ E MEGLIO

Post a cura di Pino Schiesari

(Cliccare sull’immagine per guardare ed ascoltare)


https://www.facebook.com/enzobonoracontroildiabete/videos/810441986403649/

Conosciamo i problemi e le difficoltà, specialmente ciò che è strettamente collegato a questo momento che si chiama “pandemia da coronavirus”, molte limitazione derivano dalle regole che si prefiggono di limitare al massimo i contatti per evitare i contagi e ci sono regole di carattere burocratico superabili con il buon senso, applicando principi superiori.  Da oltre 100 anni il telefono consente il rapporto a distanza e nell’anno 2020 quasi tutti sono dotati di un cellulare o smartphone. Sono ormai 50 anni che esiste la rete di Internet. Ora, attraverso questa rete, è possibile lo scambio di informazioni alla velocità della luce.

IL CONTENUTO DEL VIDEO

“Vi chiedo scusa a nome dei colleghi per quello che non riusciamo a fare. Però qualcosa di utile riusciamo a farlo. Avanti insieme contro il Bastardo”

La frase fra virgolette è scritta dal Prof. Enzo Bonora che presenta il suo video pubblicato una settimana fa, il 14 Novembre, in occasione della “GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE”; definizione che non gli è mai piaciuta (lo ha detto anche in altre occasioni) perché, secondo Lui, è la “GIORNATA MONDIALE DELLE PERSONE CON DIABETE”.

Sono le persone con diabete che vanno celebrate in questa “Giornata”, ricordando la loro battaglia quotidiana, i loro sacrifici, i loro timori, le paure e tutto quello che fanno ogni giorno.

Segue un lungo elenco di scuse a nome Suo ed anche a nome dei colleghi dei Centri di Diabetologia, che pur non avendogli dato il mandato sicuramente sono d’accordo. Scuse per tutto ciò che i diabetologi non riescono a fare. Non per loro colpa: sono necessari più medici e più infermieri.

Tuttavia, afferma Bonora, “qualcosa siamo riusciti a fare, dimostrato dal fatto che in Italia il valore medio dell’emoglobina glicata è del 7,3%, mentre nel resto dei Paesi d’Europa è dell’8%. In Italia l’incidenza di certe complicanze è più bassa di altri Paesi dell’Europa Occidentale. In Italia la mortalità delle persone con diabete è più bassa. Chi viene nei Centri di Diabetologia ha una mortalità ridotta del 20% rispetto a chi non viene mai nei Centri di Diabetologia. Quindi i Centri contano e qualche cosa sono riusciti a fare e c’è qualcosa che lo documenta: è scritto nei testi scientifici, che tutti possono controllare. È una verità, non è autoreferenza. È verificabile.

Ma si può fare molto meglio.

Ed è questa la ragione di questo Suo monologo di scuse anche a nome dei colleghi e di chi è preposto all’assistenza. Il video, indirizzato agli ammalati, che in migliaia seguono la sua pagina, coinvolge l’intero sistema della Diabetologia Italiana che può fare di più, perché, conclude rivolto agli ammalati:

VOI LO MERITATE!

*

ECCO CHE ARRIVA UN ESEMPIO DI SOLUZIONE 

DA PARTE DEL CENTRO ANTIDIABETICO DI ROVIGO

(COMUNICAZIONE DEL DR. FRANCESCO MOLLO DEL 13/11/2020)

Aggiornamento sulle Iniziative di "telemedicina"

1) da una settimana circa il 40-50% dei Pazienti in appuntamento ambulatoriale nei giorni successivi vengono chiamati a casa per un controllo in remoto, produzione di un referto firmato memorizzato nella cartella clinica aziendale ed inviato via mail al paziente stesso (quando possibile) ed al Suo Medico di base. Stessa cosa si fa per ev. piani terapeutici rinnovati ed impegnative. 

La selezione dei candidabili al controllo da remoto viene fatta dal Diabetologo in base alla terapia in corso, agli esami presenti ed al quadro clinico deducibile dalla storia della sua cartella clinica. Se necessario si programma un accesso diretto al Centro Diabetologico.

L'iniziativa pare molto apprezzata da i pazienti e dal Medico di medicina generale

 2) sono attive delle piattaforme per il telemonitoraggio a distanza del profilo glicemico domiciliare di chi è portatore di sensori per il monitoraggio continuo della glicemia e di microinfusori.

3) Dal 24 novembre vorremmo far partire un appuntamento settimanale di teleconsulto in orario predefinito con i Medici di medicina generale attraverso la piattaforma google meet ad accesso libero per audit clinico, discussione di percorsi clinico terapeutici, condivisione di documenti/immagini/studi clinici.

Queste misure da un lato hanno la finalità di ridurre gli accessi "a rischio" in Ospedale durante la pandemia dall'altro di aprire un canale di comunicazione nuovo con il Territorio e con I medici di Medicina generale per favorire la condivisione dell'assistenza al Paziente diabetico.

(COMUNICAZIONE DEL DR. FRANCESCO MOLLO DEL 13/11/2020)

 


sabato 21 novembre 2020

I ROARING TWENTIES DELLA DIABETOLOGIA 4.0

OGGI 21 NOVEMBRE 2020 ROVIGO E IL POLESINE

SONO          

SEDE DELL’UNIVERSITA’ ANTIDIABETE 

DEL VENETO E TRENTINO ALTO-ADIGE


A CAUSA DEL LOCKDOWN IL CONVEGNO SI SVOLGE ONLINE 

ED È RISERVATO

AGLI OPERATORI DI DIABETOLOGIA 




L’ASSODIABETICI POLESANA HA CONTRIBUITO ALL’EVENTO

CON DUE VIDEO CONTENENTI LE IMMAGINI DELLA CITTA’

E DEL DELTA DEL PO

ROVIGO - L'ANTICO CASTELLO E MONUMENTI


LE LAGUNE DEL DELTA DEL PO


mercoledì 18 novembre 2020

DIABETE SISTEMA SANITARIO PARALIZZATO DA COVID19

 SOLO VISITE SPECIALISTICHE ED ESAMI URGENTI

QUANDO SONO URGENTI ???

 CHI DECIDE ???

Da febbraio 2020, con pausa estiva, stiamo vivendo un incubo rappresentato dalla pandemia in atto da “Coronavirus” ed il Sistema Sanitario italiano, uno dei migliori sistemi del Mondo, si è paralizzato. Questa è la sensazione che tutti i giorni viene trasmessa dai telegiornali e trasmissioni dedicate. I provvedimenti delle Autorità, giustamente finalizzati al contenimento dei contagi, stanno producendo problemi economici ed anche problemi sanitari a tutti quei cittadini affetti da patologie croniche o da altri malanni non risolvibili con il “fai da te”.

Vero?

Sembrerebbe proprio di sì quando leggiamo che sono sospese tutte le visite specialistiche e le attività ambulatoriali non urgenti.

Ma quando sono urgenti per le persone con diabete?

Il diabete è una malattia cronica che provoca complicazioni a volte letali in modo subdolo e lento.  

Ed è così che i medici di base, conseguentemente, rifiutano anche se richiesti di prescrivere gli esami. Ed è così che i Cittadini coscienziosi e pienamente convinti dei proprî doveri non insistono. Eppure nei Centri Antidiabetici lo specialista dovrebbe chiedere di verificare l’elettrocardiogramma, dovrebbe verificare l’ultimo esame del fondo dell’occhio, dovrebbe accertarsi sulla sensibilità dei piedi, della funzionalità dei reni e del fegato; accertamenti che presuppongono visite specialistiche ad hoc. L’ esame della glicata e del profilo lipidico può essere effettuato anche in farmacia, se queste sono attrezzate, ma nei “lockdown” sospendono questi esami.

Tutto negativo dunque!

NO!

Come detto ci sono Cittadini “coscienziosi”, che assumono tutti i giorni le medicine prescritte ed eseguono l’automonitoraggio glicemico e quello pressorio avendo cura di compilare il diario, indispensabile per comprendere, sia pure solo parzialmente, l’andamento della malattia; che stanno attenti all’alimentazione e che fanno movimento fisico quando il loro fisico non è compromesso dall’età.

Ma non è sufficiente! È necessario il superamento della paralisi anche nei periodi di “lockdown”, con soluzioni che deve attuare il Sistema Sanitario, se veramente vuole conservare il prestigio di cui gode, per il bene dei Cittadini di tutti i Cittadini, non solo quelli con Diabete.



















venerdì 13 novembre 2020

GLI INFERMIERI SONO LE TRUPPE D'ASSALTO


L'ARTE DELLA GUERRA
“Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura.
Se conosci te stesso ma non il nemico
le tue probabilità 
di vincere e perdere sono uguali.

 Se non conosci il nemico e nemmeno 

te stesso, 

soccomberai in ogni battaglia.”

SUN TZU

NELLA GUERRA CONTRO IL DIABETE

GLI INFERMIERI FANNO LA DIFFERENZA 

 






 

giovedì 12 novembre 2020

GIORNATA MONDIALE DIABETE 2020

 

GIORNATA MONDIALE DIABETE  2020

11-12-13-14 Novembre 

 4 giorni intensi per Diabete Italia che ha organizzato una serie di eventi online 

per celebrare la GMD 2020.

Una Giornata Mondiale del Diabete diversa,

una GMD che non ci vedrà fisicamente nelle Piazze,

ma che non ha smorzato il nostro impegno nel voler continuare

a divulgare utili e corrette informazioni su questa malattia.

Una serie di webinar dedicati al mondo del diabete 

per essere di supporto a chi vive con questa malattia,

ma anche per fare informazione a chi non la conosce.

 Diabete di T1, diabete di T.2

due malattie diverse con lo stesso nome che è importante,

in entrambi i casi, saper riconoscere.

Una campagna di sensibilizzazione supportata anche 

da Comunicati Stampa sulle più importanti testate nazionali 

e da varie iniziative social.

 


11 novembre - dalle 15:00 alle 17:00

Conoscere il diabete fuori dal mondo del diabete

 

12 novembre - dalle 15:00 alle 17:00

Ero malato di diabete ma non sapevo di esserlo

 

13 novembre - dalle 12:00 alle 13:00

Conferenza stampa: Giornata Mondiale del Diabete 2020

 

13 novembre - dalle 15:00 alle 17:00

Buona vita da malato di diabete tra rinunce, soddisfazioni e richiesta di innovazione

 

14 novembre - dalle 11:00 alle 13:00

Diabete: chiudiamo il cerchio

“Quest’anno il tema oggetto della celebrazione delle Giornata Mondiale del Diabete è un tema che ci sta molto a cuore. La centralità della figura dell’infermiere all’interno del team diabetologico è un elemento assodato, ma quest’anno, alla luce della pandemia che ci ha travolti, assume una valenza ancor più significativa. L’infermiere rappresenta per il soggetto diabetico una figura di riferimento e indubbiamente gioca un ruolo nevralgico anche in termini di aderenza alla terapia- spiega Stefano Nervo, presidente di Diabete Italia – L’emergenza Coronavirus ha stravolto le modalità di gestione della patologia diabetica, in termini di contatti con i pazienti. Per questo ora è fondamentale intervenire preventivamente così da scongiurare che si ripeta quello che è accaduto a marzo. L’obiettivo è di integrare quanto più possibile le figure professionali all’interno del team, per una gestione multidisciplinare del paziente e di promuovere il ricorso ai teleconsulti e alle televisite, per tenere sempre ben saldo il contatto con il paziente. Ricordiamo che c’è ancora oltre 1 milione di persone con diabete che non sa di averlo, per cui il monito è sempre quello di fare prevenzione. Anche a pandemia in corso”.

“Non è un caso che la Giornata Mondiale del Diabete di quest’anno sia stata dedicata al personale infermieristico, una parte integrante del personale sanitario che lavora spesso nell’ombra ma che da sempre sostiene e consente il corretto funzionamento dei centri di diabetologia – commenta Emilio A. Benini, presidente dell’Associazione Italiana Diabetici FAND – Il loro supporto nella gestione quotidiana dei centri di diabetologia è fondamentale: per comprendere l’importanza del loro lavoro e del loro prezioso contributo dovremmo provare ad immaginare cosa accadrebbe se non fossero parte integrante del team: i centri di diabetologia non esisterebbero. La pandemia Covid-19 – prosegue – ha impattato significativamente anche sulle loro attività, aggiungendone altre mansioni al loro già elevato carico di lavoro abituale: riprogrammare gli appuntamenti dove è possibile, gestire le scadenze – come la patente -, contattare le persone con diabete per fissare appuntamenti per il teleconsulto e tanto altro”.


mercoledì 11 novembre 2020

DIARIO GLICEMICO E CALCOLO GLICATA

DIARIO GLICEMICO E CALCOLO GLICATA

Controllare la glicemia è operazione essenziale per le persone con diabete. Lo facciamo secondo le istruzioni ricevute dai medici specialisti. Ancor più utile è il controllo della “GLICATA” che rappresenta l’andamento medio della glicemia dell’ultimo periodo (tre-quattro mesi).

Indipendentemente dalle difficoltà che ci possono essere presso l’Ospedale, o laboratori analisi privati, o presso farmacie a causa dei frequenti “lockdown”, possiamo noi stessi essere in grado di calcolarla con approssimazione, che dipende dalla media delle misurazioni a digiuno e prima e dopo i pasti (a 2 ore). Il numero dipende dalle strisce a disposizione (chi ha il sensore non ha problemi di strisce), ma deve essere correttamente distribuito, nel senso cioè che quelle “prima” e “dopo” devono equivalersi.

Può essere fatto manualmente applicando le istruzioni che seguono oppure utilizzando il sistema che abbiamo messo in DRIVE di GOOGLE, apribile con il seguente link (solo chi ha il link lo può fare). È una applicazione “excel” che consigliamo di scaricare.       

https://docs.google.com/spreadsheets/d/1AjiUYTuvSpenTXcR8xvGaxqPZ0GNIwrD_WLB27Yji0A/edit?usp=sharing

SI APRE ANCHE CLICCANDO SULL’IMMAGINE:




SI PUO' FARE ANCHE MANUALMENTE





QUESTO POST È IN FORMATO WORD IN DRIVE DI GOOGLE
A QUESTO INDIRIZZO:


lunedì 9 novembre 2020

IL LUPO E IL DIABETE

 IL DIABETE NON È UNA FAVOLA

Un amico, grande esperto di comunicazione ed informatica che ringrazio per aver suggerito il tema, dice che insistere sul pericolo costituito dal diabete sarebbe controproducente ed a supporto dell’idea cita la favola del pastorello che di notte doveva fare la guardia alle pecore di suo padre. Si annoiava e quindi, decise di fare uno scherzo: mentre le altre persone erano a dormire egli cominciò a gridare: "Al lupo, al lupo!", così tutti si svegliarono e accorsero per aiutarlo. Ma il pastore burlone rivelò loro che era uno scherzo. Lo scherzo continuò anche in altre notti.  

Una notte Il pastore cominciò a gridare: "Al lupo, al lupo!",

ma nessuno venne ad aiutarlo perché tutti pensarono che fosse il solito scherzo.

Così il lupo divorò tutte le pecore.

Anche una similitudine errata può indurre alcuni a desistere di dare consigli e può indurre i diabetici a considerarsi diabetici solo in occasione delle visite per poi pensare di essere “sani come un pesce”, falsa credenza perché anche i pesci muoiono se le acque sono inquinate. 

Ed è così, come avviene quando si sottovaluta la pericolosità del diabete.   

Il diabete non è uno scherzo

Si muore veramente di diabete. Si muore prima delle persone sane, per le complicanze. IL DIABETE È UNA MALATTIA SILENZIOSA che si scopre in ritardo. 

È bene quindi fare esami e seguire un sano tenore di vita.



Condividiamo da RICERCA MIX, il blog di comunicazione del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari della Statale di Milano, uno studio pubblicato l’8 maggio 2019 sulla mortalità per diabete.

IL TITOLO

La mortalità in un soggetto affetto da diabete

Nel mondo è in corso una vera e propria “epidemia” di diabete. Nel 2017, ad esempio, la International Diabetes Federation ha stimato che le persone con diabete tipo 2 erano quasi 425 milioni. Nel 2015, circa 2 milioni di morti sono stati causati direttamente dal diabete. Quasi la metà di tutte le morti attribuibili al diabete si sono verificate in soggetti con età inferiore a 70 anni.

L’OMS prevede che il diabete sarà la settima causa di morte nel 2030, mentre nei Paesi industrializzati sarà la quarta causa, dietro alle malattie cardiovascolari, alle malattie cerebrovascolari ed ai tumori delle vie respiratorie, ma molto più avanti rispetto agli altri tipi di tumore o ad altre patologie croniche. In questo contesto, in un recente studio osservazionale finanziato dal governo svedese che ha coinvolto quasi 435.000 pazienti con diabete di tipo 2 ed oltre due milioni di controlli (non diabetici), è stato documentato che circa il 18% dei pazienti diabetici è deceduto dopo 5 anni di follow-up, a fronte di un 14% osservato nella popolazione generale, con un tasso di mortalità cardiovascolare significativamente superiore nel gruppo con diabete rispetto a quello di controllo. La mortalità associata al diabete è stata valutata anche in altre coorti di pazienti con diabete tipo 2. In Italia, ad esempio, i principali studi sono quello di Verona (Verona Diabetes Study) e quello di Casale Monferrato. In entrambi, è emerso chiaramente che il diabete tipo 2 si associa ad un’aumentata mortalità per tutte le cause. Le principali cause di morte sembrano essere nell’ordine: malattie cardiovascolari, tumori e malattie dell’apparato digerente. È interessante poi notare che, sia nello studio di Verona che in quello di Casale Monferrato, l’eccesso di mortalità legato al diabete era maggiormente evidente nelle donne, suggerendo così che le pazienti diabetiche, pur avendo in termini assoluti un tasso di mortalità inferiore rispetto a quello osservato nei pazienti maschi, perdono gran parte del vantaggio di sopravvivenza femminile a causa della malattia.

Anche l’impatto della durata del diabete sulla mortalità sembra essere rilevante. Nel Verona Diabetes Study la mortalità era intorno al 25% nei primi 5 anni dalla diagnosi ed aumentava progressivamente fino a quasi al 70% dopo i 20 anni dalla diagnosi. Nello studio di Casale Monferrato, rispetto ai primi 10 anni dalla diagnosi, la mortalità era del 7% tra 10 e 19 anni e del 13% dopo i 20 anni. Analizzando il registro americano “First National Health and Nutrition Examination Survey” (NHANES I), Kleinman e collaboratori hanno altresì documentato un aumento di circa il 12% nella mortalità per tutte le cause per ogni 10 anni di durata del diabete. È importante quindi notare come l’eccesso di mortalità legato al diabete tipo 2 sia presente fin dalla diagnosi. Questo fenomeno potrebbe essere in parte dovuto al ritardo che si verifica tra l’instaurarsi della malattia ed il suo riconoscimento clinico; un ritardo che ammonterebbe a quasi 10 anni.

L’aspettativa di vita attuale per gli adulti con diabete tipo 1 non è ancora del tutto uguale a quella delle persone senza diabete. In uno studio prospettico di coorte basato sui dati dei Registri Nazionali Scozzesi di adulti di almeno 20 anni di età con e senza diabete, è stato documentato che le donne e gli uomini con diabete tipo 1 avevano un’aspettativa di vita, rispettivamente, 13 anni e 11 anni inferiore rispetto agli adulti non diabetici di pari età. In particolare, il 41% delle morti in questi pazienti erano dovute alle malattie cardiovascolari, a fronte di un 15% per cancro e di un 10% per le complicanze direttamente legate al diabete.

Anche in presenza di valori di emoglobina glicata ottimali, il rischio di mortalità legato al diabete non è azzerato. Come suggerito da alcuni studi pubblicati su riviste mediche prestigiose, la mortalità dovuta alle cause cardiovascolari rimane ancora alta nella popolazione affetta da diabete tipo 1 e tipo 2 che ha un adeguato controllo metabolico e non ha complicanze renali. Questo suggerisce che, ad oggi, abbiamo una terapia efficace, ma ancora non sufficiente. Pertanto, unitamente all’invito di usarla nel miglior modo possibile, è necessario sforzarsi quotidianamente per trovare strade definitive di cura.

In conclusione, la conoscenza della mortalità e delle sue cause nel diabete è fondamentale per migliorare la cura della malattia e per una corretta gestione delle risorse. A tale proposito, bisogna sempre tenere presente che il diabete è una malattia cronica e che l’investimento nell’assistenza diabetologica può consentire un notevole miglioramento della sopravvivenza e della qualità della vita dei pazienti affetti da questa patologia.

Alessandro Mantovani
Sezione di Endocrinologia, Diabete e Metabolismo, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, Verona
 

Le citazioni bibliografiche dell’autore sono state omesse in questa condivisione.

💘

"ATTENTI AL LUPO" 

Scritta da Ron nel 1990 e cantata da Lucio Dalla, “Attenti al lupo” è uno dei brani più celebri della canzone italiana. Quante volte l’abbiamo cantata trasportati dal suo ritmo incalzante, dalle assonanze, da quelle immagini senza tempo. Una canzone, ma anche una filastrocca che ci riporta negli scenari da fiaba di quando eravamo bambini. Ma dietro l’apparente leggerezza di questa canzone, si cela un significato profondo, che ha a che fare con la crescita, la morte e l’angoscia della separazione. 

Gli infermieri di Bologna cantano «attenti al lupo» in tuta anti-contagio

Il video girato nell’ospedale Maggiore del capoluogo emiliano dal personale sanitario - Facebook\Federico Semeraro /CorriereTv

Gli infermieri dell’ospedale Maggiore di Bologna cantano «Attenti al lupo» in tuta anti-contagio. Un messaggio di speranza, e allo stesso tempo un monito a continuare a mantenere alta l’attenzione sulle contromisure da adottare per spegnere definitivamente il contagio da Covid-19


sabato 7 novembre 2020

L'EFFICACIA DEL WEB CONTRO IL DIABETE

 ASSODIABETICI ROVIGO È LA RAPPRESENTANZA DEI DIABETICI

DELLA PROVINCIA DI ROVIGO


Dal 2018 è presente in rete con video ed articoli che riguardano i temi dell’educazione e della prevenzione della malattia diabetica nelle sue varie forme e stadi. 

In YouTube ed in Facebook inoltre sono documentate tutte le iniziative pubbliche dell’Associazione.

La rilevanza di alcuni temi è andata oltre i confini provinciali con visualizzazioni ed interesse anche internazionale.

Nella cartella apribile cliccando sul link che segue ci sono le testate dei siti e le statistiche delle pubblicazioni che hanno ottenuto maggiore interesse da parte del pubblico.

I dati confermano la validità degli strumenti informatici ed anche che l’azione dell’Associazione è presente in modo diffuso nel territorio.

I risultati sono stati ottenuti condividendo video, foto ed articoli informativi anche nei gruppi generalisti di Facebook.

https://drive.google.com/drive/folders/1gQxGRgXxp2qtmmNRjZOnqJR3mopcSVi4?usp=sharing










I VIDEO DI YOUTUBE CHE HANNO AVUTO PIU' VISUALIZZAZIONI


Il web per chi ha il diabete

 informarsi e dialogare

La salute è un aspetto della vita delle persone in cui l’informazione gioca un ruolo fondamentale, soprattutto quando si è in presenza di una malattia cronica come il diabete che richiede un’approfondita conoscenza di tutti i suoi aspetti e un’attenzione quotidiana costante.

Informarsi sul diabete, ascoltando le spiegazioni e i consigli degli esperti, aiuta a conoscere meglio se stessi e la patologia, quindi a saperla affrontare con consapevolezza e serenità. Inoltre, anche parlare della propria condizione con altre persone che hanno un vissuto simile al proprio può aiutare enormemente a trovare conforto, condividendo pensieri ed esperienze e scambiando consigli.

In questo senso, l’utilizzo di internet può essere molto utile per soddisfare le proprie necessità di informazione e condivisione. Oltre al dialogo costante con il proprio medico, che deve sempre esserci e rappresenta il primo punto di riferimento imprescindibile, la persona con diabete può attingere ai canali online per cercare informazioni sulla malattia e confrontarsi con altre persone che hanno la stessa patologia.

L’iscrizione a gruppi di diabetici di facebook è utile, come utile è l’iscrizione a pagine delle Associazioni Diabetici. Attenti però alle pagine commerciali perché il fine è quasi sempre quello di vendere prodotti.

L’informazione ottenuta, specialmente quella riguardante l’alimentazione e il movimento fisico, supplisce alla mancanza ed incompleta informazione che si ottiene nelle visite specialistiche, a causa del brevissimo tempo disponibile dei medici, pochi contro il continuo aumento di questa pandemia. Certo, è una pandemia anche il diabete, con tanti morti quasi quanti quelli per cancro.





giovedì 5 novembre 2020

RIDURRE L'IMPATTO GLICEMICO DI PATATE, PASTA E RISO

 

A LEZIONE DI ALIMENTAZIONE 

RIDURRE L'IMPATTO GLICEMICO 

DI PATATE, PASTA E RISO.

Il video che segue è nato da una idea della Dr.ssa Federica Veronese, Dietista del Centro Antidiabetico di Rovigo diretto dal Dr. Francesco Mollo, dell’ULSS 5 Polesana.

clicca sull'immagine per guardare il video in YOUTUBE


In Drive di Google abbiamo inserito le diapositive utilizzate per creare il video, il video in ambiente Google, il file in formato presentazione, il file in formato PDF ed infine il testo in formato Word. Il materiale può essere visionato in Drive ed anche scaricato. 

clicca sull'immagine per entrare in Drive di Google 


IL NOSTRO COMMENTO

Per tutti, ma specialmente per chi è diabetico, i dietisti raccomandano che a parità di calorie dei pasti, le patate, la pasta ed il riso, insieme al pane, fonti principali di carboidrati, devono essere combinati con verdure, proteine, grassi e fibre.

Il motivo, scientificamente provato, è costituito dalla riduzione dell’impatto glicemico.

Così che c’è notevole differenza sulla curva glicemica fra mangiare le patate lessate e calde o mangiarle combinate con proteine, verdure e grassi (come esempio il gustoso piatto di spezzatini in umido con patate).

Come c’è differenza fra mangiare un piatto di spaghetti o penne con il pomodoro ed invece gli stessi spaghetti immersi in un sugo di fagioli.

E che dire del riso? Vi sono risi ad alto impatto glicemico e risi con impatto minore. Ed anche per il riso vale la medesima regola della combinazione con verdure, proteine e grassi.

 Per abbassare il picco della curva glicemica del riso serve anche lavarlo prima di cuocerlo.  Bene anche scegliere pasta integrale ricca di fibre, contenute anche nella verdura e nella frutta, il tutto con moderazione ed attenzione alle quantità che devono essere adeguate al bisogno calorico e che sono strettamente proporzionate al carico glicemico. I grassi rallentano l’assorbimento dei carboidrati, ma hanno potere calorico più alto (9 calorie per grammo contro 4 di carboidrati e proteine). 

Il pane? Sempre con il “companatico”!


QUI LA STATISTICA DEL NOSTRO BLOG

CHE RIGUARDA IL PESO DEL CIBO 

E IL CALCOLO DEI CARBOIDRATI


IL VIDEO IN YOUTUBE